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IL CASO

Autostrade A18 e A20, il ministero smentisce nuovi limiti a 60 km/h ma richiama il Cas sulla sicurezza

Il Mit chiarisce che nessuna riduzione generalizzata della velocità è stata imposta sulle autostrade siciliane. Restano le criticità delle barriere di sicurezza e gli interventi richiesti al Consorzio autostrade siciliane. Salvini: “No alle strumentalizzazioni politiche”

Nessun nuovo limite generalizzato di velocità a 60 chilometri orari sulle autostrade siciliane A18 Messina-Catania e A20 Messina-Palermo. Ma resta aperta una questione ben più delicata, quella della sicurezza delle infrastrutture e degli interventi necessari per ridurre i rischi lungo le due principali arterie autostradali dell’Isola. A chiarire i termini della vicenda è il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, intervenuto il 9 ottobre con una nota ufficiale per smentire le notizie circolate nelle ultime ore e precisare le responsabilità nella gestione della rete.

La posizione del ministero è netta: non è stata disposta alcuna riduzione generalizzata della velocità e, allo stato attuale, non sono state introdotte nuove limitazioni sulle tratte interessate dalle recenti verifiche ministeriali. Le restrizioni eventualmente già presenti rimangono invece disciplinate dai provvedimenti in vigore. Una precisazione che arriva dopo le ricostruzioni giornalistiche che avevano prospettato l’introduzione di un limite di 60 chilometri orari, alimentando interrogativi sulle conseguenze per la circolazione e sui tempi di percorrenza delle autostrade siciliane.

Il ministero: nessuna imposizione, le decisioni spettano al Cas

Uno degli aspetti centrali del chiarimento riguarda le competenze nella gestione della circolazione autostradale. Il Mit sottolinea che l’adozione di eventuali limitazioni della velocità rientra nelle responsabilità del concessionario, il Consorzio per le Autostrade Siciliane, chiamato a garantire condizioni adeguate di sicurezza lungo la rete affidata alla propria gestione.

Il riferimento ai 60 chilometri orari, contenuto nelle indicazioni ministeriali, rappresenta dunque una possibile misura tecnica di mitigazione del rischio e non un provvedimento direttamente imposto dal ministero. La distinzione è sostanziale: un conto è individuare una misura precauzionale che il concessionario potrebbe adottare in presenza di determinate condizioni, un altro è stabilire una limitazione effettivamente applicabile agli automobilisti. Per il momento, dunque, non è intervenuta alcuna nuova disposizione generalizzata che obblighi i conducenti a percorrere le tratte interessate dalle verifiche alla velocità massima di 60 chilometri orari.

Le verifiche sulle autostrade e le criticità delle barriere

Se sul fronte dei limiti di velocità il ministero interviene per smentire le notizie circolate, sul piano della sicurezza il quadro descritto nella nota è decisamente più problematico. I sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi hanno infatti confermato, secondo il Mit, la presenza di gravi criticità per la sicurezza della circolazione, con particolare riferimento alle barriere di primo impianto.

Si tratta di dispositivi fondamentali per la protezione degli automobilisti, la cui funzione è contenere le conseguenze degli incidenti e impedire, per quanto tecnicamente possibile, la fuoriuscita dei veicoli dalla carreggiata. Le verifiche ministeriali hanno quindi riportato l’attenzione sulle condizioni di queste infrastrutture e sulla necessità di intervenire per contenere i rischi.

Secondo quanto comunicato dal ministero, il Cas non avrebbe ancora adottato gli interventi di mitigazione del rischio richiesti per affrontare le criticità individuate. Un rilievo significativo, che sposta il confronto dalla semplice questione dei limiti di velocità a quella delle condizioni complessive di sicurezza della rete autostradale.

Il richiamo al Consorzio e le possibili misure di sicurezza

Alla luce degli esiti dei sopralluoghi, il ministero ha richiamato il concessionario alle proprie responsabilità. L’indicazione di un eventuale limite a 60 chilometri orari deve essere letta proprio in questo contesto: una delle possibilità tecniche per ridurre l’esposizione al rischio nelle tratte in cui siano state accertate condizioni particolarmente critiche. Non si tratta, tuttavia, di una prescrizione ministeriale già tradotta in un nuovo limite di circolazione.

Spetta al Cas valutare e adottare le misure necessarie, tenendo conto delle condizioni delle infrastrutture e delle indicazioni formulate dagli organi competenti. Resta quindi centrale la questione degli interventi sulle barriere di sicurezza, rispetto ai quali il ministero segnala ritardi nell’attuazione delle misure richieste. Il nodo non riguarda soltanto l’eventuale riduzione della velocità, ma soprattutto la capacità di affrontare le criticità strutturali evidenziate dalle verifiche, garantendo agli utenti condizioni di percorrenza adeguate.

Il Ponte sullo Stretto e la replica alle ricostruzioni giornalistiche

Nella nota il Mit contesta anche le interpretazioni che avrebbero collegato le ipotizzate limitazioni della velocità alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Il ministero respinge questa associazione, ritenendo infondate le ricostruzioni che attribuiscono al progetto del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria la responsabilità delle eventuali restrizioni alla circolazione sulle autostrade A18 e A20.

La questione delle verifiche ministeriali, secondo quanto emerge dal comunicato, riguarda invece le condizioni di sicurezza delle infrastrutture esistenti e gli obblighi del concessionario nella gestione e nella manutenzione della rete. Due piani distinti, che il ministero invita a non sovrapporre.

Salvini: “La sicurezza non può diventare terreno di strumentalizzazione politica”

Sulla vicenda interviene anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare il problema della sicurezza stradale senza alimentare polemiche politiche. “La sicurezza non può diventare terreno di strumentalizzazione politica”, afferma il ministro, prendendo posizione rispetto alle interpretazioni circolate nelle ultime ore. Il messaggio del Mit punta dunque a chiarire due aspetti: da un lato, l’assenza di nuovi limiti generalizzati imposti dal ministero; dall’altro, la necessità di affrontare le criticità effettivamente riscontrate sulle infrastrutture.

Sicurezza e manutenzione, la questione resta aperta

La precisazione ministeriale chiarisce il quadro relativo alla circolazione, ma non chiude il confronto sulle condizioni delle autostrade siciliane. Per gli automobilisti che percorrono quotidianamente la A18 e la A20, la notizia immediata è che non è stata introdotta alcuna nuova limitazione generalizzata a 60 chilometri orari.

Rimane però la necessità di verificare quali interventi saranno concretamente adottati dal Consorzio per le Autostrade Siciliane per rispondere ai rilievi del ministero. La questione riguarda una rete strategica per la mobilità dell’Isola, utilizzata ogni giorno da pendolari, lavoratori, autotrasportatori e turisti.

L’attenzione si concentra adesso sulle iniziative del concessionario, sui tempi necessari per affrontare le criticità delle barriere e sulle eventuali misure temporanee che potrebbero essere valutate per garantire la sicurezza della circolazione. La smentita dei nuovi limiti a 60 chilometri orari rappresenta quindi un chiarimento importante, ma il problema delle condizioni delle infrastrutture resta al centro dell’attenzione.