MESSINA – Mercoledì 21 ottobre la Cgil Sicilia, insieme alle categorie Fillea e Filt, promuoverà una manifestazione lungo l’autostrada Messina-Catania per chiedere interventi urgenti sulla rete viaria e scongiurare ulteriori rallentamenti che potrebbero compromettere la mobilità nell’Isola. Al centro della protesta la possibilità di introdurre un limite di velocità di 60 chilometri orari su alcuni tratti delle autostrade A18 e A20, una misura legata alle criticità riscontrate sul fronte della sicurezza e che, secondo le organizzazioni sindacali, rischierebbe di avere pesanti ripercussioni sugli spostamenti quotidiani e sull’economia regionale.
La mobilitazione partirà alle 9 da Messina e Catania, con due carovane di automobili che percorreranno l’autostrada fino a ricongiungersi, intorno alle 10, nell’area di servizio di Calatabiano, in direzione Messina. Nel capoluogo etneo il punto di ritrovo sarà la stazione di rifornimento Agip situata prima dell’ingresso autostradale, mentre a Messina i manifestanti si raduneranno presso l’Agip a pochi chilometri dall’accesso all’autostrada. L’iniziativa intende richiamare l’attenzione sulle condizioni delle principali arterie siciliane e sulle responsabilità degli enti competenti, dalla Regione al Consorzio per le Autostrade Siciliane, fino al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
“Il limite di 60 chilometri orari paralizzerebbe la Sicilia” è l’allarme lanciato dalla Cgil, che chiede di affrontare le criticità strutturali attraverso investimenti e interventi tempestivi, evitando che le conseguenze dei ritardi ricadano ancora una volta su cittadini, lavoratori e imprese. A sottolineare la gravità della situazione è il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, secondo il quale le condizioni complessive della rete stradale regionale renderebbero particolarmente pesante qualsiasi ulteriore restrizione alla circolazione. “Lo stato generale della viabilità, anche quella secondaria, lascia presagire che anche piccole variazioni sulla percorrenza produrrebbero una situazione critica per chi viaggia: lavoratori, cittadini, sistema produttivo”, afferma Mannino.
Il sindacato ribadisce che la sicurezza deve rappresentare una priorità assoluta, ma evidenzia come le attuali criticità siano anche il risultato di interventi non realizzati e ritardi accumulati negli anni. “La sicurezza viene prima di tutto ed è bene che su questo tema si sia sollevato il velo, disvelando anche i mancati interventi e i ritardi di chi avrebbe dovuto provvedere a tempo debito. Noi chiediamo che vengano subito messe a disposizione le risorse per gli interventi necessari per la sicurezza, superando i ritardi e le inefficienze che come sempre si scaricano sui cittadini”, aggiunge il segretario regionale. Nel mirino della Cgil anche il governo regionale, chiamato ad assumere una posizione chiara sulle condizioni della mobilità siciliana. Per il sindacato, infatti, le problematiche non riguardano esclusivamente le autostrade, ma interessano l’intero sistema dei collegamenti, dalle strade provinciali alla rete ferroviaria. “Al governo regionale chiediamo di non fare il pesce in barile”, sottolinea Mannino, richiamando l’attenzione sulle difficoltà dei collegamenti interni e sulle carenze del trasporto ferroviario, caratterizzato da infrastrutture obsolete e velocità di percorrenza ridotte. Tra gli esempi citati anche l’attuale chiusura della tratta Siracusa-Catania.
La questione, secondo la Cgil, va dunque affrontata attraverso una strategia complessiva che metta al centro il diritto alla mobilità e lo sviluppo economico dell’Isola.





