MESSINA – Una vittoria che va oltre il risultato, tra emozioni, orgoglio e voglia di riscatto. Il successo dell’Acr Messina contro il Mazzarrone, nel primo incontro ufficiale disputato allo stadio Giovanni Celeste, ha regalato una giornata particolarmente intensa al tecnico Alfio Torrisi, che al termine della partita non è riuscito a trattenere le lacrime. Un’emozione alimentata dal ritorno davanti al pubblico giallorosso, dalla risposta della squadra sul campo e dalla convinzione che questo gruppo possa rappresentare il punto di partenza di un nuovo capitolo per il calcio messinese. “Oggi è stato qualcosa di troppo bello, di troppo immenso. Il Celeste e la gente sugli spalti mi hanno regalato una sensazione difficile da descrivere”, ha dichiarato l’allenatore in sala stampa, ancora visibilmente commosso. Parole che raccontano il significato di una giornata nella quale il sostegno dei tifosi ha accompagnato una prestazione caratterizzata da determinazione e spirito di sacrificio.
Al centro dell’analisi di Torrisi c’è soprattutto la risposta dei suoi giocatori, capaci di affrontare una gara impegnativa dopo una settimana particolarmente difficile: “Questa squadra è troppo diversa dalle altre non solo per qualità tattiche, ma soprattutto per quelle mentali. Oggi sembrava che ci stessimo giocando la Champions League”, ha sottolineato il tecnico, evidenziando l’atteggiamento con cui i giallorossi hanno interpretato l’incontro. Ma è soprattutto guardando al futuro che l’allenatore lascia emergere tutta la propria fiducia nel gruppo. Le lacrime al termine della sfida, ha spiegato, racchiudono sentimenti contrastanti, nei quali alla gioia per la vittoria si intrecciano la rabbia e l’amarezza per le difficoltà attraversate. “Sono state lacrime di emozione, che derivano da una rabbia intensa. Questa è una squadra che può vincere tutto, che potrebbe lasciare il segno in questa città negli anni e dare inizio a un grande ciclo”.
Un passaggio nel quale Torrisi è tornato anche sulle vicende che hanno segnato il percorso della formazione messinese, senza nascondere il peso delle difficoltà vissute. “Quello che abbiamo subito, per il modo in cui è arrivato e per quello che è stato, è stata una brutta botta. Non riusciamo ancora a digerirla, perché le ingiustizie fanno male”, ha affermato, ribadendo il valore umano e sportivo dei suoi calciatori. “Questi ragazzi sono straordinari. E questa fortuna oggi ce l’ha il Messina, che deve tenersi stretti questi ragazzi, perché da loro può nascere qualcosa di veramente importante”. Per l’allenatore, la forza del gruppo risiede anche nella consapevolezza di rappresentare una piazza dalla storia importante. “Hanno capito la casacca che indossano, la città e la proprietà che rappresentano. Avere una società solida proprio a Messina è una grande fortuna. Mi sono emozionato anche per questo”. Un ruolo determinante, nella lettura del tecnico è stato svolto dal pubblico del Giovanni Celeste. Il calore degli spalti ha rappresentato una spinta ulteriore per una squadra chiamata a dimostrare carattere e compattezza. “Lottare con la propria gente accanto dà una grande forza. Il pubblico è un vantaggio che non avevamo mai avuto e mi auguro che possa crescere ancora”, ha osservato Torrisi, auspicando un legame sempre più forte tra la formazione e la tifoseria.
Non manca, infine, una dichiarazione di appartenenza che conferma quanto l’allenatore si senta coinvolto nel progetto giallorosso. “Ho accettato Messina perché ho sposato un progetto e lo rifarei altre mille volte. Sono orgoglioso delle mie scelte. Guai chi mi tocca il Messina, guai chi mi tocca i miei giocatori: li difenderò sempre”. Parole che testimoniano la volontà di proteggere un gruppo nel quale Torrisi continua a credere profondamente. A condividere la soddisfazione per il successo è stato anche l’attaccante Ignacio Varela, intervenuto in sala stampa per analizzare una partita nella quale, a suo giudizio, la determinazione ha fatto la differenza. “Abbiamo fatto gol, spinto al massimo e portato la partita a casa. Nel primo tempo abbiamo dominato”, ha spiegato il calciatore, soffermandosi anche sulle scelte tattiche adottate nella ripresa, quando la squadra ha dovuto fare i conti con l’inferiorità numerica. “Nel secondo tempo, con un giocatore in meno, il mister ha scelto di mettere due punte, quindi di giocare più palloni in area. Dopo il gol è normale che loro si siano abbassati e che noi abbiamo gestito il possesso”, ha aggiunto Varela, evidenziando come la capacità di adattarsi alle diverse fasi dell’incontro sia stata decisiva per conquistare il risultato.
Per l’attaccante, il successo contro il Mazzarrone rappresenta soprattutto una dimostrazione della solidità caratteriale della formazione. “In queste partite bisogna avere tanta forza mentale: la qualità passa in secondo piano e la grinta va in primo”, ha sottolineato, richiamando uno degli aspetti maggiormente evidenziati anche dal tecnico. A chiudere il suo intervento, un pensiero rivolto ai sostenitori messinesi, protagonisti di una cornice che ha contribuito a rendere speciale il ritorno al Celeste. “Un ambiente bellissimo, con tanta gente. È una mano in più che ci dà la forza per portare questa squadra dove merita”. La vittoria contro il Mazzarrone assume così un significato che supera i tre punti conquistati sul campo. Tra l’emozione di Torrisi, la determinazione dei giocatori e l’entusiasmo ritrovato sugli spalti, il Messina guarda avanti con la consapevolezza di avere un gruppo deciso a lottare per la maglia e per una città che vuole tornare a vivere giornate importanti di calcio.





