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INTERVISTA Dal caso Ravagnani-Diaco al cyberbullismo, Francesco Pira tra etica e responsabilità della comunicazione

Il professore associato di Sociologia dell'Università di Messina, ospite di Tao Mattina Live, affronta il ruolo degli algoritmi nella diffusione delle notizie, il silenzio dei giovani e le sfide del giornalismo. Al centro anche l'incontro sul bullismo al Pugliatti di Trappitello e la Scuola di giornalismo dell'Ucsi ad Assisi

L’informazione corre sempre più velocemente, gli algoritmi influenzano i contenuti che raggiungono gli utenti e l’intelligenza artificiale apre nuovi interrogativi sull’attendibilità delle notizie. Intanto, tra i più giovani, cresce l’attenzione verso forme di disagio che spesso si manifestano attraverso il silenzio e che genitori e insegnanti faticano a intercettare. Due aspetti di una società profondamente trasformata dalla comunicazione digitale, nella quale anche il giornalismo è chiamato a interrogarsi sui propri limiti e sulle responsabilità nei confronti delle persone. A riflettere su questi fenomeni, ospite di Tao Mattina Live, la trasmissione di Radio Taormina condotta da Carmelo Caspanello è Francesco Pira, professore associato di Sociologia all’Università degli Studi di Messina.

Nel corso dell’intervista è stato affrontato il tema della disinformazione nel contesto delle elezioni americane, con particolare attenzione alla circolazione di contenuti manipolati, al funzionamento degli algoritmi e al crescente utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il confronto ha approfondito le difficoltà nel distinguere le informazioni attendibili da quelle false o fuorvianti e le sfide che il giornalismo deve affrontare per garantire accuratezza, verifica delle fonti e credibilità nell’era delle piattaforme digitali. Un altro tema centrale è stato quello del silenzio degli adolescenti, una dimensione del disagio giovanile che spesso gli adulti faticano a riconoscere e interpretare. L’attenzione si è concentrata sulle relazioni digitali, sull’esposizione ai social e sulle pressioni legate al giudizio degli altri, evidenziando l’importanza dell’ascolto e del dialogo tra generazioni. Un argomento collegato anche all’incontro previsto nella mattinata all’istituto Pugliatti di Trappitello, dedicato al bullismo e al cyberbullismo, con particolare attenzione alla sensibilizzazione degli studenti e alla prevenzione dei rischi della rete.

Nel corso della trasmissione si è parlato anche del caso Ravagnani-Diaco, che ha riaperto il dibattito sui confini tra giornalismo, spettacolo e rispetto della vita privata. Alberto Ravagnani, ex sacerdote della Diocesi di Milano diventato popolare sui social e concorrente di Ballando con le Stelle, è finito al centro delle polemiche dopo un’intervista nella trasmissione BellaMà su Rai 2. Episodio, che ha offerto lo spunto per approfondire i limiti delle interviste televisive, la tutela della dignità personale e la responsabilità di chi conduce un confronto pubblico. Spazio, infine, alla scuola di giornalismo dell’Ucsi ad Assisi, con una riflessione sul futuro dell’informazione, sull’impatto dell’intelligenza artificiale e sull’importanza dell’etica professionale in un panorama mediatico in continua trasformazione. Un’intervista che ha messo in relazione comunicazione, nuove tecnologie e fragilità sociali, riportando al centro la necessità di un’informazione responsabile e di una maggiore attenzione alle difficoltà delle nuove generazioni.