Smitri 2
IL CASO

Passerella sul “Nisi” verso l’abbattimento, Muscarello: “Scelta assurda e dannosa per Alì Terme e Nizza”

Il presidente del Consiglio comunale contesta la decisione dell’Autorità di Bacino di demolire la passerella provvisoria sul torrente Nisi, ritenendola “incomprensibile e contraria agli interessi delle due comunità”

ALÌ TERME – La decisione dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia di procedere all’abbattimento della passerella provvisoria “Fiumedinisi” ha suscitato dure reazioni. A esprimere la propria contrarietà è il presidente del Consiglio comunale di Alì Terme, Nino Muscarello, che ha definito la nota dell’ente regionale “un fulmine a ciel sereno” e “gravemente lesiva degli interessi delle comunità di Alì Terme e Nizza di Sicilia”.

Secondo Muscarello, la decisione arriva proprio mentre si stava definendo un accordo tra i vari enti coinvolti – Anas, Rfi, Wildbuild e le amministrazioni locali – che avrebbe consentito di mantenere in sicurezza la passerella durante i lavori per il raddoppio ferroviario. “Si era ormai prossimi a un’intesa – ha spiegato – che avrebbe permesso di snellire il traffico dei mezzi pesanti e garantire una valida alternativa alla circolazione stradale, in tandem con il ponte Anas appena riaperto”.

Il presidente del Consiglio comunale critica anche il metodo adottato dall’Autorità di Bacino, che – sottolinea – “non ha nemmeno accettato l’invito al sopralluogo organizzato da Anas, sottraendosi così a un confronto diretto con gli enti e i rappresentanti del territorio”. Muscarello parla di una scelta “incomprensibile e incoerente” e accusa l’Autorità di “risvegliarsi solo oggi, dopo anni di silenzio, denunciando rischi idraulici già noti da tempo”.

“Mi chiedo – ha aggiunto – dove fossero i burocrati regionali in tutti questi anni, mentre i cittadini continuavano a transitare sulla passerella a proprio rischio e pericolo. L’Autorità di Bacino non si è mai preoccupata di intervenire per la messa in sicurezza o la pulizia della foce del torrente Nisi, operazioni che avrebbero consentito di utilizzarla in sicurezza”.

Muscarello sottolinea inoltre che erano allo studio misure di gestione per l’uso controllato della struttura, come la chiusura temporanea nei giorni di allerta meteo e una manutenzione costante da concordare con Rfi e Wildbuild. “Demolire oggi un’opera costata oltre 300 mila euro, che garantisce un collegamento utile in un periodo di grandi cantieri infrastrutturali, è pura follia burocratica – ha concluso –. Questa decisione, oltre a non avere logica, penalizza l’intera riviera jonica che da anni attende interventi seri sulla viabilità e sulla sicurezza del territorio”.