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Bandiera Blu, investimento su depurazione di Nizza di Sicilia: opera che incide sulla qualità della vita

Oltre quattro milioni di euro dalla Regione per l’adeguamento del depuratore intercomunale che serve anche Alì Terme e Fiumedinisi

NIZZA DI SICILIA – La qualità del mare non è solo una questione di spiagge pulite e acque trasparenti. È il risultato di un lavoro silenzioso, spesso invisibile, che parte dagli impianti di depurazione e dalle reti che raccolgono e trattano le acque reflue prima che tornino in ambiente. In questa prospettiva si inserisce il finanziamento regionale destinato alla ristrutturazione e all’adeguamento normativo del depuratore intercomunale di Nizza di Sicilia, un’opera considerata strategica per l’intero tratto ionico messinese.

La Regione Siciliana ha infatti disposto un investimento complessivo di 4.186.000 euro per un intervento che riguarda direttamente anche i comuni di Alì Terme e Fiumedinisi, rafforzando un sistema infrastrutturale decisivo per la tutela ambientale e per la tenuta dei requisiti legati alla qualità delle acque costiere.

Le risorse regionali e la scelta politica

Il finanziamento nasce nell’ambito della legge regionale 3 del 30 gennaio 2025, che ha destinato risorse specifiche al riattamento e alla manutenzione straordinaria dei depuratori siciliani. Una misura pensata per rispondere sia all’emergenza idrica sia alla necessità di ridurre l’inquinamento ambientale, promuovendo una gestione più sostenibile del ciclo delle acque.

In questo quadro, la Giunta regionale ha espresso apprezzamento per l’utilizzo dei fondi nei comuni costieri che hanno puntato sulla qualità ambientale come elemento strutturale delle proprie politiche pubbliche, collegando la salvaguardia del mare all’efficienza degli impianti di trattamento dei reflui.

Un progetto immediatamente cantierabile

Il progetto relativo al depuratore intercomunale di Nizza di Sicilia si è distinto nel panorama regionale per un elemento decisivo: la piena cantierabilità. Dotato di progettazione esecutiva completa, pareri favorevoli e validazioni già acquisite, l’intervento è stato giudicato dalla Commissione regionale coerente con le finalità della legge e immediatamente realizzabile.

Proprio per questo motivo è stato finanziato integralmente, a differenza di altri progetti presentati da diversi comuni siciliani che, pur ritenuti meritevoli, non hanno raggiunto lo stesso livello di definizione tecnica.

Un’infrastruttura al servizio della costa ionica

Il depuratore di Nizza di Sicilia svolge un ruolo cruciale per l’equilibrio ambientale dell’area. Serve un bacino intercomunale che si affaccia su uno dei tratti più delicati e frequentati della costa ionica, dove la pressione antropica aumenta sensibilmente durante la stagione estiva.

L’intervento di ristrutturazione e adeguamento normativo consentirà di migliorare l’efficienza dell’impianto, garantire il rispetto delle normative ambientali più recenti e ridurre il rischio di criticità legate agli scarichi, con effetti diretti sulla qualità delle acque marine e sulla tutela dell’ecosistema costiero.

Tempi, obblighi e controlli

Il finanziamento è stato assegnato all’Ati di Messina, individuata come soggetto beneficiario, con una serie di obblighi precisi. Tra questi, la riapprovazione del progetto secondo il nuovo Codice dei contratti pubblici e il rispetto delle prescrizioni ambientali già formulate dagli enti competenti.

La Regione Siciliana manterrà un ruolo di controllo sull’attuazione dell’intervento, verificando l’avanzamento dei lavori, la correttezza delle procedure e la rendicontazione delle spese. Il rispetto dei tempi è un elemento centrale: le risorse dovranno essere impegnate entro l’esercizio finanziario previsto, pena la loro revoca.

Un’opera che incide sulla qualità della vita

Dietro i numeri e gli atti amministrativi, il finanziamento al depuratore di Nizza di Sicilia racconta una scelta che guarda al lungo periodo. Migliorare la depurazione significa tutelare il mare, rafforzare l’immagine del territorio, proteggere la salute pubblica e sostenere un modello di sviluppo che mette l’ambiente al centro.

Un investimento che non si vede dalla spiaggia, ma che contribuisce in modo determinante a mantenerla pulita, sicura e sostenibile.