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Il classico di Michael Frayn, “Rumori fuori scena” al teatro Vittorio Emanuele

Fa ritorno a Messina, fino a domenica 11 gennaio lo spettacolo che da oltre quarant’anni diverte generazioni di spettatori

MESSINA – “Rumori fuori scena”, il capolavoro comico di Michael Frayn è tornato sul palcoscenico il 9 gennaio e tornerà in replica il 10 e l’11 gennaio 2026 al teatro Vittorio Emanuele, confermandosi come uno dei più longevi e amati spettacoli della scena italiana. A firmare ancora una volta la regia è Attilio Corsini, anima storica della Compagnia Attori & Tecnici, che da oltre quarant’anni custodisce e rilancia questo meccanismo teatrale perfetto, capace di far esplodere la risata contagiosa del proprio pubblico con precisione quasi millimetrica.

Nel dicembre 2023 lo spettacolo ha celebrato i quarant’anni dal debutto, avvenuto il 4 dicembre 1983 al Teatro Flaiano e da allora, lo stesso adattamento, la stessa regia, la stessa scenografia, gli stessi costumi e la stessa Compagnia, continua a portare in scena uno spettacolo unico, identico solo a se stesso, senza mai perdere freschezza, ritmo e consenso del pubblico. Una fedeltà artistica che si è trasformata in un fenomeno teatrale. “Rumori fuori scena” è una macchina comica impeccabile, un gioco di specchi che racconta il teatro nel teatro, mostrando il caos che si cela dietro il sipario. Frayn ribalta il mito del genio tormentato e austero, dimostrando come la genialità possa manifestarsi in una valanga di equivoci, tempi comici esasperati e gag pirotecniche, dove il disastro diventa arte e il fallimento scenico si trasforma in trionfo comico.

In scena un cast affiatato e rodato, composto da Sabrina Pellegrino, Carlo Lizzani, Stefano Messina, Chiara David, Virginia Bonacini, Stefano Dilauro, Chiara Bonome, Simone Balletti e Massimiliano Giovanetti. Attori che incarnano con precisione chirurgica i personaggi di questa farsa vertiginosa, sostenuti dalla scenografia di Bruno Garofalo e dalle musiche di Arturo Annecchino, elementi che contribuiscono a scandire il ritmo forsennato dello spettacolo. Curiose e quasi leggendarie le note di regia, andate smarrite nel corso degli anni. Una perdita che, paradossalmente, ha alimentato il mito dello spettacolo. L’assenza di spiegazioni ufficiali ha infatti spinto molti spettatori a tornare più volte a teatro, per coglierne ogni dettaglio. Da allora, come ama sottolineare Corsini, non è cambiata nemmeno una virgola. L’unico mutamento visibile è quello fisico degli attori storici, riconoscibile, forse, solo da chi era presente quella sera del debutto nel 1983. Spettatori che, per convenienza, fingono di non accorgersene.

“Rumori fuori scena” resta così un classico senza tempo, una lezione di teatro comico che continua a divertire generazioni diverse, dimostrando come la precisione, la disciplina e l’amore per il palcoscenico possano rendere uno spettacolo eterno.