MESSINA – L’Università degli Studi di Messina ha inaugurato ufficialmente l’Anno Accademico 2025/26, il 478° dalla Fondazione, nel corso di una cerimonia solenne svoltasi in Aula Magna alla presenza del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ospite d’onore della giornata.
Un bilancio e una dichiarazione di intenti
Un’inaugurazione che ha avuto il valore di un vero e proprio bilancio e, al tempo stesso, di una dichiarazione di intenti. Nel suo intervento, la rettrice ha ribadito il ruolo dell’università come comunità viva, chiamata non solo a formare competenze, ma anche a trasmettere valori fondamentali come libertà, giustizia, autonomia di pensiero e rispetto dei diritti.
L’ex Banca d’Italia torna a vivere
Tra i momenti simbolici più significativi, l’annuncio dell’imminente inaugurazione della sede dell’ex Banca d’Italia di Messina, restaurata e restituita alla città e all’Ateneo. Un intervento che non rappresenta solo un recupero architettonico, ma una scelta culturale e strategica, capace di rafforzare identità, memoria e visione di lungo periodo.
Un Ateneo con un ruolo pubblico
Nel ripercorrere le principali attività del 2025, l’Ateneo ha sottolineato il proprio ruolo pubblico attraverso collaborazioni istituzionali di alto profilo, iniziative dedicate alla storia europea, eventi su legalità e criminalità organizzata, oltre a un forte investimento su cultura, apertura internazionale e dialogo con il territorio. Centrale anche l’attenzione agli studenti, con politiche di accoglienza, orientamento, diritto allo studio e collegamento con il mondo del lavoro, come dimostrano i numeri del Recruiting Day e degli Open Day
Ricerca, Pnrr e futuro
Ampio spazio è stato dedicato al tema della ricerca, con l’aumento dei finanziamenti competitivi e l’impegno nella gestione dei progetti Pnrr, ma anche alla necessità di una strategia post-Pnrr per non disperdere competenze e capitale umano. In questa direzione si inserisce il piano di reclutamento di oltre 90 giovani ricercatori previsto nel bilancio 2026. Non sono mancati momenti di riflessione e commozione, con il ricordo degli studenti scomparsi negli ultimi anni e un messaggio forte contro ogni forma di violenza, a favore della dignità delle persone e della libertà individuale. L’università, è stato ribadito, deve essere un luogo di cura, ascolto e prevenzione
Le tre parole chiave
Legalità, trasparenza e credibilità istituzionale sono stati indicati come pilastri irrinunciabili, insieme a tre parole chiave che guideranno il prossimo anno accademico: persone, qualità e fiducia.
Un messaggio ai giovani
A chiudere la cerimonia, un messaggio rivolto direttamente a studentesse e studenti, richiamando le parole di Sandro Pertini: i giovani non hanno bisogno di sermoni, ma di esempi. Con questo spirito è stato ufficialmente dichiarato aperto l’Anno Accademico 2025/26 dell’Università degli Studi di Messina.






