MESSINA – Un’inaugurazione solenne, ma anche profondamente segnata dall’attualità e dal dolore. La cerimonia di apertura dell’anno accademico 25/26 dell’università degli studi di Messina si è svolta nel segno della solidarietà e dell’impegno civile, con un gesto concreto di attenzione verso la comunità studentesca iraniana dell’ateneo, colpita in queste ore dalla notizia della morte in Iran di Yasin Mirzaei, giovane legato a UniMe.
In un momento di forte partecipazione emotiva, una rappresentanza delle studentesse e degli studenti iraniani è stata ufficialmente invitata a prendere parte alla cerimonia inaugurale. Nel suo intervento, la rettrice Giovanna Spatari, ha espresso cordoglio e profonda vicinanza alla comunità iraniana, rivolgendo un saluto diretto e sentito non solo agli studenti coinvolti, ma anche a tutti i ragazzi e le ragazze provenienti da paesi che stanno vivendo situazioni di crisi, ribadendo il ruolo dell’università come luogo di accoglienza, ascolto e tutela. Un impegno che non si è limitato al momento pubblico della cerimonia. Alla vigilia dell’inaugurazione, infatti, la rettrice ha incontrato una rappresentanza degli studenti iraniani per un momento di confronto riservato, improntato all’ascolto delle loro preoccupazioni e delle difficoltà legate al contesto internazionale e alle ripercussioni sui percorsi di studio.
Nel corso dell’incontro, la rettrice ha annunciato l’intenzione di predisporre e trasmettere una lettera formale alla ministra dell’università e della ricerca, al ministro degli affari esteri e alla deputazione regionale, nazionale ed europea del territorio messinese, sollecitando il massimo impegno a tutti i livelli istituzionali. Nella missiva, l’ateneo richiamerà l’urgenza che l’Italia, anche in raccordo con l’unione europea e gli organismi multilaterali, promuova azioni diplomatiche coerenti e tempestive per la tutela dei diritti umani e per il pieno esercizio delle libertà fondamentali. Nel discorso inaugurale, la rettrice ha voluto collegare in maniera esplicita l’azione dell’università ai valori fondanti dell’istituzione accademica.
Il ricordo di Yasin Mirzaei è diventato così occasione per ribadire il senso più autentico della missione universitaria, accompagnare le giovani e i giovani nel loro cammino formativo offrendo “riferimenti alti”, richiamando costantemente “il valore della libertà, del rispetto dei diritti e della dignità della persona”. Parole che si sono trasformate in un messaggio diretto e potente rivolto agli studenti, pronunciato con tono fermo e partecipe: “Resistete, nessuna violenza potrà mai mettere a tacere la vostra voce”.






