CALTAGIRONE – Non era previsto in programma, ma la sua presenza ha finito per segnare in modo profondo l’intera giornata. Alla Galleria Don Luigi Sturzo di Caltagirone l’arrivo di Salvatore Testaverde è stato accolto da una standing ovation lunga e sentita, di quelle che vanno oltre il gesto formale e diventano riconoscimento collettivo. Un applauso rivolto non solo all’uomo, ma a ciò che rappresenta: il coraggio di chi ha scelto di denunciare la mafia, pagando un prezzo altissimo in termini di vita personale e sicurezza.
Un imprenditore che ha detto no al pizzo
Imprenditore palermitano, Testaverde è vittima di mafia e vive oggi sotto scorta. La sua storia è legata a una scelta netta e irreversibile: denunciare il pizzo e collaborare con la giustizia, opponendosi al clan di Tommaso Natale. Una decisione che ha contribuito in modo determinante alle operazioni Teneo, Bivio e Bivio 1, culminate nello smantellamento dei clan San Lorenzo e Tommaso Natale e in 42 arresti. Numeri che raccontano l’efficacia investigativa, ma che da soli non spiegano il peso umano di una testimonianza che continua a fare i conti con le conseguenze quotidiane della legalità praticata.
La sorpresa che rafforza il messaggio
La presenza di Testaverde è stata del tutto inattesa. A sottolinearlo è stato Cateno De Luca, promotore dell’iniziativa attraverso il Centro Studi Ti Amo Sicilia, che ha spiegato come l’imprenditore abbia scelto autonomamente di partecipare dopo aver appreso dell’appuntamento. “Non lo avevo invitato, ma Salvatore ha sentito di questo incontro e ha scelto di esserci – ha detto – e questo dà ancora più forza alla sua presenza. Persone libere e forti come Salvatore, che hanno messo sul piatto della bilancia la giustizia per sconfiggere la malavita, sono un valore aggiunto. È con loro che vogliamo camminare”.
L’attualità dell’Appello ai liberi e forti
Il contesto non era casuale. L’intervento di Testaverde si è inserito nel panel inaugurale dedicato all’“attualità dell’Appello ai liberi e forti” di don Luigi Sturzo, figura simbolo del cattolicesimo democratico e del pensiero politico fondato sulla responsabilità individuale. In questo quadro, la testimonianza dell’imprenditore palermitano ha assunto un significato ancora più forte, trasformando un riferimento storico in esperienza viva e concreta, capace di parlare al presente.
Il ruolo silenzioso della famiglia
Nel suo intervento De Luca ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare alla moglie di Testaverde, riconoscendole un ruolo decisivo nel percorso umano e civile dell’imprenditore. Ha ricordato come a unirli siano la stessa tempra e una profonda voglia di giustizia, aggiungendo un passaggio che ha suscitato attenzione e curiosità. “Lei gli ha detto che, se un giorno Salvatore deciderà di impegnarsi in politica, dovrà farlo con me”.
Parole che aprono scenari, ma che soprattutto restituiscono il senso di una giornata in cui la legalità non è rimasta concetto astratto. A Caltagirone, tra le pareti della Galleria intitolata a don Sturzo, la storia di Salvatore Testaverde è diventata racconto collettivo, memoria condivisa e, soprattutto, invito a non abbassare lo sguardo.
