ROCCALUMERA – Atterrerà in elicottero, domani, venerdì, in mattinata, nel cuore di un territorio ancora segnato dalle ferite del maltempo. Matteo Salvini arriva nel Messinese per una visita nei luoghi devastati dal ciclone Harry. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture toccherà Roccalumera, punto di arrivo del suo tour istituzionale, per poi spostarsi a Furci Siculo e infine a Letojanni, comuni duramente colpiti dal passaggio del ciclone Harry. A Furci ad accoglierlo ci sarà il sindaco Matteo Francilia, in uno scenario che racconta ancora strade ferite, versanti fragili e comunità alle prese con una ricostruzione tutta da mettere a terra. Una visita che arriva mentre la Sicilia è scossa non solo dagli effetti di un ciclone reale, ma anche da un vero e proprio ciclone politico-finanziario che, da Palermo a Roma, mette in discussione equilibri, alleanze e narrazioni consolidate. Sullo sfondo, il tema che da anni divide: il Ponte sullo Stretto e, soprattutto, le risorse pubbliche destinate a sostenerlo.
Il territorio ferito e la visita simbolica
La tappa messinese di Salvini si inserisce in una fase delicata, in cui i territori chiedono risposte rapide e interventi strutturali. Furci, Roccalumera e Letojanni rappresentano emblematicamente una Sicilia esposta ai rischi idrogeologici, dove ogni evento estremo riaccende il dibattito sulla prevenzione, sulla messa in sicurezza e sulla capacità dello Stato e della Regione di intervenire in modo efficace. La presenza del ministro viene letta come un segnale di attenzione, ma anche come un passaggio politicamente sensibile, perché coincide con uno scontro politico sulla destinazione delle risorse.
Il nodo dei fondi e lo scontro sul Ponte
A infiammare il clima, a poche ore dal tour di Salvini, è stata la decisione dell’Assemblea regionale siciliana che, con voto segreto, ha approvato a maggioranza un ordine del giorno presentato da Sud chiama Nord. Il documento invita il governo regionale a destinare i 1,3 miliardi di euro previsti come cofinanziamento siciliano per il Ponte sullo Stretto a un programma straordinario di messa in sicurezza del territorio. Fondi che, secondo le opposizioni di Pd, M5S e Avs, rappresenterebbero uno spreco se utilizzati per l’opera, e che invece dovrebbero essere dirottati su emergenze come quelle causate dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi.
Domani, mentre l’elicottero del vicepremier sorvolerà un Messinese ferito, il confronto politico continuerà a correre parallelo alla visita istituzionale. Tra macerie ancora visibili e miliardi contesi, la Sicilia si ritrova ancora una volta sospesa tra promesse di grandi opere e l’urgenza, concreta, di mettere in sicurezza il proprio territorio.






