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L’Italia delle donne, S. Teresa di Riva candida Amelia Casablanca: simbolo di talento e coraggio femminile

Dall’infanzia segnata dal sacrificio all’affermazione internazionale nell’alta moda sposa: l’amministrazione comunale propone l’imprenditrice come figura femminile di rilievo nel progetto nazionale promosso dalla Presidenza del Consiglio

S. TERESA DI RIVA – C’è una storia di talento, determinazione e radici profonde dietro la candidatura di Amelia Casablanca al progetto nazionale “L’Italia delle donne”, giunto alla sua seconda edizione. A proporla è stata l’amministrazione comunale, su iniziativa della vicesindaca Annalisa Miano, nell’ambito dell’avviso promosso dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di valorizzare figure femminili che hanno lasciato un segno nello sviluppo sociale, culturale ed economico delle comunità.

Un progetto nazionale che parte dai territori

L’avviso “L’Italia delle donne” mira a far emergere storie di donne che, spesso lontano dai riflettori, hanno contribuito in modo significativo alla crescita del Paese. In questo contesto, Santa Teresa di Riva ha scelto di raccontare e rilanciare la vicenda umana e professionale di Amelia Casablanca, imprenditrice dell’alta moda sposa riconosciuta a livello internazionale e profondamente legata al proprio territorio di origine. Una candidatura che, come ha sottolineato la vicesindaca Annalisa Miano, nasce dalla volontà di restituire memoria e visibilità a un modello femminile positivo, capace di ispirare le nuove generazioni.

Dall’infanzia al successo internazionale

La storia di Amelia Casablanca affonda le radici in un’infanzia segnata dal sacrificio. Sin da bambina mostrò un talento precoce per il cucito e un forte senso di autonomia: a soli nove anni realizzava vestitini per le bambole che vendeva alle amiche, contribuendo con quei piccoli guadagni alle spese familiari e alla propria istruzione. Il primo abito da sposa arrivò a tredici anni; a diciotto divenne maestra di taglio e cucito, insegnando e lavorando con le prime macchine da cucire dell’epoca.

Nel 1956, dopo il matrimonio, emigrò in Australia alla ricerca di un futuro migliore. A Sydney lavorò senza sosta, divisa tra famiglia e confezione di abiti da sposa. Nel 1963 nacque il primogenito Giovanni, destinato a diventare lo stilista di famiglia e una figura chiave nello sviluppo della maison Amelia Casablanca a livello nazionale e internazionale. Tornata in Sicilia, a Santa Teresa di Riva, dove nacquero anche gli altri due figli, continuò a lavorare con la stessa tenacia. Negli anni Ottanta arrivò la consacrazione: sfilate in Italia, copertine su riviste nazionali ed estere, rivenditori in tutto il mondo. Un percorso straordinario, nato dalla forza e dal carattere di una donna minuta ma determinata, capace di imporsi in un settore e in un’epoca dominati dagli uomini.

Un modello di parità e memoria

A sostenere con forza la candidatura è stata la Consigliera di parità della Città Metropolitana di Messina, Mariella Crisafulli, che in una lettera ufficiale ha definito Amelia Casablanca una figura capace di unire dedizione, passione e visione imprenditoriale, sottolineando come il suo marchio sia divenuto simbolo di unicità, raffinatezza e cultura, contribuendo anche all’identità del territorio. “Ricordare donne come lei – ha evidenziato – significa affermare che la strada verso la parità passa dal riconoscimento e dalla visibilità di chi ha aperto nuove strade, scardinando pregiudizi e lasciando un segno tangibile del proprio tempo”.

Un plauso è stato rivolto anche alla professoressa Fulvia Toscano, esperta del ministro alla Famiglia e Pari opportunità per il progetto “L’Italia delle donne”, per l’attenzione riservata all’iniziativa e al sindaco della Città metropolitana di Messina, Federico Basile.

Il sostegno del mondo associativo e culturale

Accanto all’istituzione comunale, numerose realtà hanno sostenuto la candidatura con lettere e contributi. Tra queste la Fidapa Santa Teresa Val d’Agro, presieduta da Barbara Valenti, che ha rimarcato il valore di Amelia Casablanca come esempio di empowerment femminile e di riscatto sociale. “Una donna che ha lavorato per le donne – ha scritto Valenti – capace di rendere belle le altre nel giorno più importante, lasciando un’eredità di coraggio, passione e onestà”.

Hanno espresso il loro supporto anche le associazioni Caffè Riva d’Arte Il Paese di fronte al Mare, il magazine White e Si sposa Italia Collezioni, riconoscendo nella stilista una figura di riferimento per l’alta moda sposa e per la cultura del territorio. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’architetto Coglitore e alla famiglia Palella, con i figli Nino e Fabio, per aver messo a disposizione il materiale necessario alla candidatura.

Un legame che continua

La candidatura di Amelia Casablanca non è solo un riconoscimento individuale, ma un atto di memoria collettiva. Racconta di una donna che ha saputo costruire un legame forte con la propria terra, contribuendo allo sviluppo economico, sociale e culturale della comunità e portando il nome di Santa Teresa di Riva nel mondo. Un esempio che, oggi, il progetto “L’Italia delle donne” prova a consegnare al futuro, affinché storie come la sua non restino nell’ombra ma diventino patrimonio condiviso.