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La Filarmonica Laudamo inaugura un nuovo percorso triennale, viaggio musicale nell’Europa del Settecento con il Trio Efesto

Domenica 8 febbraio al Palacultura di Messina il Trio Efesto inaugura il percorso triennale con strumenti storici ed un repertorio tra stile galante e Classicismo

MESSINA – Un affascinante attraversamento dell’Europa musicale del Settecento, nel segno della transizione dal tardo Barocco al Classicismo e della nascita dello stile galante. È questo il cuore del concerto dal titolo “L’Europa tra stile galante e classicismo”, in programma domenica 8 febbraio alle 18, nell’Auditorium del Palacultura di Messina, nuovo appuntamento della stagione concertistica della Filarmonica Laudamo. Protagonista della serata sarà il Trio Efesto, ensemble formato da Angelo Litrico al clarinetto, Giorgio Mandolesi al fagotto e Sebastiano Cristaldi al clavicembalo, che inaugura ufficialmente un nuovo percorso triennale ideato dalla Filarmonica Laudamo e dedicato alla musica europea del XVIII secolo. Un progetto di ampio respiro, pensato per raccontare, attraverso programmi tematici e rigorosamente curati, l’evoluzione del linguaggio musicale, delle forme compositive e degli strumenti in un periodo cruciale della storia della musica occidentale.

Il concerto messinese si inserisce dunque in questo itinerario culturale e sonoro, mettendo in dialogo compositori rappresentativi di un’epoca di profonde trasformazioni estetiche: François Devienne, Johann Baptist Vanhal, Jean-Xavier Lefèvre, insieme a Johann Christian Bach e Carl Philipp Emanuel Bach, figure chiave nel passaggio verso una nuova sensibilità musicale, più cantabile, elegante e comunicativa, lontana dalla complessità contrappuntistica barocca. Particolare rilievo assume l’approccio filologicamente informato che caratterizza l’esecuzione del Trio Efesto. Gli interpreti, infatti, utilizzano copie fedeli di strumenti storici risalenti alla fine del Settecento, capaci di restituire timbri, equilibri sonori e possibilità espressive coerenti con il contesto originario delle opere.

Sebastiano Cristaldi suonerà un clavicembalo copia Pascal-Joseph Taskin di metà Settecento, Angelo Litrico impugnerà un clarinetto viennese a cinque chiavi, copia di uno strumento costruito da Theodor Lotz intorno al 1785,mentre Giorgio Mandolesi utilizzerà un fagotto copia August Grenser, liutaio attivo a Dresda, databile attorno al 1780. Un aspetto che si intreccia strettamente al programma musicale, poiché proprio in questo periodo storico gli strumenti conoscono una significativa evoluzione tecnica: i fiati si arricchiscono di nuove chiavi che permettono cromatismi più fluidi e modulazioni ardite, mentre nel mondo delle tastiere prende forma il fortepiano, destinato a rivoluzionare per sempre la scrittura e l’estetica musicale.

La serata dell’8 febbraio rappresenta quindi non solo un concerto, ma una vera e propria lezione d’ascolto, capace di coniugare rigore storico, qualità interpretativa e chiarezza divulgativa, nel solco della consolidata tradizione culturale della Filarmonica Laudamo. Il prossimo appuntamento con la stagione concertistica è già fissato per domenica 15 febbraio alle ore 18, sempre al Palacultura, con il concerto del Quartetto Eos, che proseguirà il percorso musicale avviato, confermando il ruolo centrale della Filarmonica Laudamo nel panorama culturale cittadino e regionale.