MESSINA – Il lungo attendere si è trasformato in una scelta che cambia lo scenario politico cittadino. Federico Basile ha annunciato le proprie dimissioni da sindaco di Messina, ponendo fine a una fase segnata da incertezze e tensioni interne e aprendo ufficialmente la strada a nuove elezioni comunali. Una decisione maturata da tempo e comunicata nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, davanti a una platea numerosa e con la diretta affidata ai canali social istituzionali.
Il sindaco si è presentato da solo, senza Cateno De Luca, e ha costruito il suo intervento come un racconto politico che parte dal passato recente per arrivare a una scelta che, nelle sue intenzioni, non rappresenta un passo indietro ma un tentativo di rilancio. Basile ha ripercorso le tappe principali delle amministrazioni De Luca e Basile, rivendicando un cambio di passo rispetto a una città che ha definito “abbandonata e dormiente” fino al 2018. Dalla raccolta differenziata alla gestione dell’acqua, dalle aree verdi restituite alla fruizione pubblica come Villa Dante e il parco Aldo Moro, fino agli interventi sugli impianti sportivi e al risanamento dei conti comunali, il sindaco ha parlato di una Messina che avrebbe finalmente ritrovato una condizione di normalità dopo anni difficili.
Nel suo racconto non sono mancati i riferimenti alle difficoltà affrontate, a partire dall’emergenza Covid e dalle criticità strutturali di una città che, a suo dire, avrebbe avuto bisogno di interventi ben prima degli ultimi anni. Basile ha ricordato le assunzioni effettuate dal 2018, il rilancio delle società partecipate e la messa in sicurezza di edifici scolastici e infrastrutture, sottolineando come molti disagi siano stati il prezzo inevitabile di scelte ritenute necessarie.
Il cuore politico del discorso è arrivato quando l’attenzione si è spostata sui numeri in Consiglio comunale. Basile ha spiegato di essere stato eletto con una solida maggioranza, poi progressivamente erosa da defezioni legate, a suo giudizio, a strategie politiche e interessi personali. Una situazione che, pur non avendo impedito l’approvazione degli atti amministrativi, avrebbe compromesso quella stabilità indispensabile per programmare e governare con una visione di lungo periodo. Da qui la convinzione che, senza una maggioranza chiara e compatta, il cosiddetto “salto di qualità” resti irraggiungibile.
La decisione di dimettersi, ha spiegato il sindaco, non nasce dall’impossibilità di proseguire il mandato. Al contrario, Basile ha rivendicato la possibilità di continuare attraverso accordi politici trasversali, ipotesi però giudicata inutile per la città e utile solo alla sua sopravvivenza politica. Una strada che ha detto di non voler percorrere, scegliendo invece di rimettere la parola agli elettori.
Il passaggio più significativo è stato l’annuncio della ricandidatura. Basile ha chiarito che la sua scelta non rappresenta una fuga, ma una richiesta di legittimazione più forte. Se al momento dell’elezione era considerato il candidato di Cateno De Luca, ora rivendica una candidatura personale, con l’obiettivo di ottenere un mandato chiaro e numeri sufficienti per governare senza condizionamenti.
Con le dimissioni formalizzate, Messina entra così in una fase di campagna elettorale anticipata. Le elezioni sono previste per il 24 e 25 maggio, con un eventuale ballottaggio a inizio giugno. I prossimi mesi saranno decisivi non solo per il futuro amministrativo della città, ma anche per gli equilibri politici più ampi, in Sicilia e oltre. La scelta di Basile apre uno scenario incerto e competitivo, nel quale il giudizio finale spetterà ancora una volta agli elettori messinesi.






