SiciliaSpettacoli
messina

Arte e territorio, il Pd rilancia: “L’Ecce Homo di Antonello va esposto a Messina”

Il capogruppo del partito democratico messinese Hyerace rivendica il legame storico con l’artista rinascimentale

MESSINA – L’acquisizione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina da parte dello Stato italiano rappresenta una notizia di grande rilievo per il patrimonio culturale nazionale che restituisce al pubblico un capolavoro di straordinario valore artistico e simbolico, rafforzando il ruolo dello stato nella tutela e valorizzazione delle eccellenze della storia dell’arte italiana. Proprio per questo, però, la possibile destinazione dell’opera al Museo di Capodimonte, anziché al Museo Regionale di Messina, ha acceso un acceso dibattito politico e culturale. A sollevare la questione è Armando Hyerace, segretario provinciale del Partito Democratico, che definisce “sorprendente e preoccupante” l’ipotesi di una collocazione lontana dalla città natale dell’artista. “L’acquisto dell’Ecce Homo è una grande notizia per il paese – sottolinea – ma lo sarebbe ancora di più se l’opera venisse destinata al Museo Regionale di Messina, la città di Antonello”.

Secondo Hyerace, la richiesta avanzata dal Partito Democratico non ha nulla di campanilistico, ma risponde a criteri di buonsenso, coerenza storica e progettualità culturale. La deputazione Pd si è già attivata nei confronti del Governo per sostenere ufficialmente la destinazione messinese del dipinto, ritenuta la più naturale e appropriata. Il Museo Regionale di Messina, infatti, custodisce già un nucleo significativo di opere di Antonello da Messina e rappresenta uno dei poli museali più importanti del Mezzogiorno, punto di riferimento per studiosi, ricercatori e visitatori provenienti da tutto il mondo. Inserire l’Ecce Homo in questo contesto significherebbe rafforzare un sistema museale che possiede tutte le potenzialità per diventare un vero motore di rilancio culturale, turistico ed economico non solo per la città, ma per l’intera area dello Stretto. Una scelta che, secondo il segretario democratico, avrebbe un valore strategico ben più ampio di una semplice decisione espositiva.

Nel suo intervento, Hyerace non manca di evidenziare una contraddizione nelle politiche di sviluppo portate avanti dal Governo di centrodestra. “Si parla continuamente di grandi infrastrutture e del Ponte sullo Stretto – osserva – ma quando si presenta l’occasione concreta di investire sulla centralità culturale di Messina, si imbocca un’altra strada”. Un passaggio che richiama una visione più ampia dello sviluppo territoriale, inteso non solo come realizzazione di opere materiali, ma come costruzione di identità, attrattività e valore attraverso scelte culturali coerenti e coraggiose. Portare l’Ecce Homo a Messina, insiste Hyerace, sarebbe anche un segnale politico chiaro, dimostrerebbe che il territorio non è soltanto un luogo da cui le eccellenze partono per essere valorizzate altrove, ma uno spazio su cui investire per creare crescita e opportunità durature. Un messaggio che parlerebbe tanto ai cittadini quanto al mondo della cultura e del turismo.

In chiusura, il segretario provinciale del Pd rilancia il senso simbolico dell’operazione: “In attesa del ponte – conclude – almeno i visitatori potranno attraversare lo Stretto per ammirare, nella sua città, uno dei capolavori più importanti di Antonello da Messina”. Una battuta che racchiude il cuore della questione, la cultura come infrastruttura immateriale, capace di unire territori, generare flussi e restituire centralità a una città che rivendica il proprio ruolo nella storia dell’arte italiana.