Il segretario provinciale del Pd di Messina, Armando Hyerace, è stato ospite questa mattina a Radio Taormina, intervenendo nel corso di TaoMattina Live, la trasmissione condotta da Carmelo Caspanello. Un confronto articolato sulle dinamiche che stanno segnando la fase politica della città, tra equilibri interni ai partiti e costruzione delle alleanze in vista delle elezioni amministrative.
In casa Pd è in corso un derby tra due consiglieri comunali, Antonella Russo e Alessandro Russo. Due percorsi politici differenti, due sensibilità che si confrontano per rappresentare la sintesi del centrosinistra nella corsa a Palazzo Zanca. A restringere ulteriormente il perimetro è stata la decisione del capogruppo Felice Calabrò di chiamarsi fuori dalla rosa dei nomi, chiarendo fin dall’inizio di non essere disponibile alla candidatura.
Altre ipotesi circolate nelle scorse settimane non hanno mai assunto una dimensione concreta. Il nome della senatrice di Italia Viva Dafne Musolino è stato evocato nel dibattito politico, ma più come possibile elemento di rafforzamento in un’eventuale formula di ticket che come candidatura autonoma. Anche la vicesegretaria provinciale del Pd Maria Flavia Timbro è stata menzionata, senza però che maturasse un’alternativa reale rispetto al confronto tra i due consiglieri.
Il Movimento 5 Stelle non ha rivendicato una candidatura, lasciando che fosse il Pd a indicare il nome per guidare la coalizione. Una scelta che trova spiegazione anche nell’assetto dell’ultimo mandato amministrativo, destinato a concludersi anticipatamente, durante il quale i pentastellati non erano presenti in consiglio comunale.
La decisione finale del Partito democratico avrà un peso determinante non solo sugli equilibri interni, ma sull’intera architettura della coalizione. La partita per Messina entra così nel vivo, con il centrosinistra chiamato a sciogliere in tempi brevi il nodo della leadership per presentarsi compatto alla sfida elettorale.
Il quadro inizia a delinearsi anche nel centrodestra dopo il passo indietro di Navarra, che ha di fatto chiuso il confronto nel centrodestra tra l’ex rettore e Marcello Scurria. Una scelta che ha inciso sugli assetti dello schieramento avversario ma che, nel campo progressista, ha lasciato aperta una partita tutta interna al Partito democratico.






