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La talpa “Alessia” emerge a Fondaco Parrino (Forza d’Agrò): primo traguardo per il raddoppio ferroviario

Conclusa la prima canna della galleria Forza d’Agrò dopo quindici mesi di scavo. Ora la macchina sarà trasferita verso Letojanni per una nuova fase dei lavori. Investimento complessivo da 2,3 miliardi per rivoluzionare i collegamenti tra Messina, Catania e Palermo

FORZA D’AGRO’ – La luce di Fondaco Parrino segna la fine di un percorso iniziato quindici mesi fa sotto le colline della riviera ionica. La talpa meccanica “Alessia” ha completato lo scavo della prima canna della galleria Forza d’Agrò, uno dei passaggi più delicati del raddoppio ferroviario tra Giampilieri e Fiumefreddo. Un avanzamento di circa 2,5 chilometri in sotterranea, avviato nel novembre 2024 dal cantiere di Sant’Alessio Siculo e concluso con l’abbattimento dell’ultimo diaframma, che apre ora una nuova fase operativa.

L’intervento rientra nel grande piano di potenziamento della direttrice Messina-Catania-Palermo, asse strategico della rete ferroviaria siciliana e segmento del corridoio europeo Scandinavia-Mediterraneo. A realizzare i lavori è il Consorzio Messina-Catania, costituito da Webuild Italia e Impresa Pizzarotti, su incarico di Rfi. Nelle operazioni di scavo è coinvolta anche Seli Overseas, società specializzata nel tunneling che gestisce due delle tre talpe in attività sul lotto, compresa “Alessia”.

Dal ventre della montagna alla nuova tratta verso Letojanni

Completata la galleria Forza d’Agrò, la Tunnel Boring Machine verrà ora trasferita sul viadotto Fondaco Parrino per riprendere a scavare in direzione Catania, questa volta nella galleria Letojanni, lunga 3.800 metri. Un’operazione complessa che richiede lo smontaggio e la traslazione della macchina, prima della ripartenza nel nuovo fronte di scavo.

Il raddoppio Giampilieri-Fiumefreddo rappresenta uno dei cantieri infrastrutturali più impegnativi attualmente in corso in Sicilia. In totale saranno cinque le talpe impiegate. Oltre ad “Alessia”, sono operative “Lucia”, impegnata da luglio 2024 nella galleria Taormina lato Catania – sei chilometri a doppia canna – e “Igea”, al lavoro da aprile 2024 nella galleria Sciglio a Nizza di Sicilia. A queste si aggiunge “Letteria”, attiva nella galleria Scaletta. Lo scavo della galleria Taormina lato Messina procede invece con metodo tradizionale.

Le condizioni geologiche del territorio ionico, caratterizzate da terreni eterogenei e variabili, impongono soluzioni tecnologiche avanzate. Le Tbm utilizzano sistemi “dual mode”, capaci di adattarsi ai diversi contesti di scavo, e la tecnologia “Beam Scan” per il monitoraggio continuo delle condizioni geotecniche durante l’avanzamento, così da garantire elevati standard di sicurezza e precisione.

Un’opera da 42 chilometri per ridisegnare la mobilità

Il progetto complessivo del raddoppio tra Giampilieri e Fiumefreddo vale circa 2,3 miliardi di euro, finanziati anche con risorse del Pnrr. L’intervento prevede la realizzazione di 42 chilometri di nuovo doppio binario, di cui circa 37 in galleria e in variante rispetto alla linea storica, con l’obiettivo di incrementare capacità, velocità e regolarità del servizio ferroviario.

Il primo lotto, tra Fiumefreddo e Taormina, si sviluppa per 13,9 chilometri e comprende due viadotti per circa un chilometro, tre gallerie per un totale di 10,8 chilometri, una galleria artificiale a Fiumefreddo e la nuova stazione di Taormina, oltre alle fermate Fiumefreddo-Calatabiano e Alcantara-Giardini Naxos.

Il secondo lotto, da Taormina a Giampilieri, interessa 28 chilometri di nuova linea con sei viadotti e otto gallerie per oltre 25 chilometri complessivi in sotterranea. Sono previste due stazioni, Letojanni e Sant’Alessio-Santa Teresa, e le fermate Nizza-Alì e Itala-Scaletta.

I benefici attesi sono significativi. Il tempo di percorrenza tra Messina e Catania potrà scendere a 45 minuti, con una riduzione di circa mezz’ora rispetto agli attuali standard. Tra Palermo e Catania si punta a un viaggio di circa due ore, con un risparmio di sessanta minuti. Numeri che non incidono solo sui collegamenti a lunga distanza, ma che aprono la strada a un servizio di tipo metropolitano lungo la fascia ionica, favorendo la mobilità quotidiana di studenti e lavoratori e rafforzando il trasporto merci.

Il potenziamento dell’asse Palermo-Catania-Messina rientra inoltre nel programma “Cantieri Parlanti”, promosso dal Gruppo Fs insieme al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per rendere trasparente l’avanzamento delle opere strategiche attraverso iniziative pubbliche e strumenti informativi dedicati.

L’uscita della talpa “Alessia” dalla galleria Forza d’Agrò non è soltanto un passaggio tecnico. È il segnale concreto di un’infrastruttura che prende forma sotto la costa jonica e che, una volta completata, promette di accorciare le distanze interne dell’Isola, ridisegnando tempi e modalità degli spostamenti ferroviari.