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Sanremo

Arisa, dal Teatro Antico di Taormina al palco dell’Ariston. Ecco il testo di “Magica favola”

Un brano che segna un nuovo passaggio nel suo percorso artistico dopo l’intensa esibizione dello scorso 28 agosto a Taormina

Dalla suggestione del Teatro Antico alla ribalta dell’Ariston. Arisa torna al Festival di Sanremo 2026 con “Magica favola”, brano che segna un nuovo passaggio nel suo percorso artistico dopo l’intensa esibizione dello scorso 28 agosto a Taormina, nell’ambito del Festival Internazionale Taormina Arte 2025. In quella occasione, accompagnata dall’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Roberto Molinelli, l’artista aveva proposto un concerto di forte impronta sinfonica, rileggendo alcuni dei momenti più significativi del proprio repertorio. Una performance che aveva messo in evidenza la solidità tecnica e la maturità interpretativa di una delle voci più riconoscibili del panorama italiano contemporaneo.

Il ritorno a Sanremo

A pochi mesi di distanza, Arisa torna sul palco che più volte ha incrociato la sua carriera. L’ultima partecipazione risale al 2021 con “Potevi fare di più”, brano che aveva messo in luce ancora una volta la sua capacità interpretativa e la profondità emotiva della sua scrittura. Oggi si ripresenta al pubblico dell’Ariston con “Magica favola”, un pezzo dal carattere autobiografico, costruito attraverso un percorso narrativo che attraversa le diverse età della vita. L’infanzia, l’adolescenza, la maturità vengono evocate in una progressione intima, dove il ricordo personale si intreccia a una riflessione più ampia sul tempo, sull’amore e sulla ricerca di equilibrio interiore. La cifra stilistica resta quella che negli anni ha contraddistinto l’artista: un linguaggio immediato, emotivamente accessibile, sostenuto da una vocalità capace di unire intensità e controllo

Di seguito il testo integrale di “Magica favola”

Magica favola
di R. Pippa – M. Cantagalli – G. Anastasi – C. Frigerio
F. Dalè – M. Cantagalli
Ed. Warner Chappell Music Italiana/Pipshow/Giuro

A dieci anni insieme alle mie bambole giocavo con l’amore
A quattordici anni il primo bacio nelle mani avevo un fiore
Con l’adolescenza io ho capito che cos’era la passione
Che non c’entra con il cuore, si confonde col dolore
Se finisse il mondo in questo istante fumerei una sigaretta
Metterei un vestito eccezionale sembrerei una principessa
Chiamerei mio padre solamente per ridirgli che mi manca
Forse sono solo stanca
Fuori già si è fatta l’alba
C’era una volta l’oceano
Io navigavo con te
C’era la luna nel cielo
Una notte che non ho paura nemmeno di me
A trent’anni tutti mi dicevano che bella la tua voce
A quaranta voglio solamente ritrovare un po’ di pace
Che mi piacerebbe ritornare tra le braccia di mia madre
Mentre un’altra stella cade
Nel romantico disordine
C’era una volta l’oceano
Io navigavo con te
C’era la luna nel cielo
Una notte che non ho paura nemmeno di me
C’era una volta il mistero
Ti innamoravi di me
Non c’era il bianco né il nero
Ma l’arcobaleno più bello che c’è
Io mi perdo tra le onde
Con il sole che piano si accende
E il passato diventa presente
La bambina ritorna innocente
Chiudi gli occhi amore
O ti presto gli occhiali da sole
Che per oggi la vita è una piccola magica favola
C’era una volta l’oceano
Io navigavo con te
Non c’è più bianco né nero
Ma l’arcobaleno più grande che c’è
C’è l’arcobaleno qui dentro di me