Il calendario è stato tracciato a Roma, ma l’ultima parola spetta a Palermo. Le elezioni amministrative si terranno il 24 e 25 maggio, con eventuale turno di ballottaggio fissato al 7 e 8 giugno. Lo ha comunicato ufficialmente Palazzo Chigi dopo l’informativa del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Consiglio dei ministri, che ha individuato quelle date per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali di 626 comuni delle Regioni a statuto ordinario, tra cui quindici capoluoghi.
La Sicilia, però, è Regione a statuto speciale e dovrà recepire formalmente la decisione con un decreto della Giunta guidata da Renato Schifani, atteso a breve. Un passaggio tecnico, ma necessario, che darà veste definitiva a un appuntamento elettorale già entrato nel vivo.
Messina torna alle urne dopo le dimissioni di Basile
Tra i comuni chiamati al voto ci sono anche Messina e, in provincia, Giardini Naxos, Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. Nel capoluogo dello Stretto si vota in seguito alle dimissioni anticipate del sindaco Federico Basile, che diventeranno irrevocabili a breve. Fino al 27 febbraio resta teoricamente aperta la possibilità di un passo indietro, ma l’ipotesi appare remota.
Una volta formalizzato il quadro, sarà nominato un commissario straordinario da parte della Regione per gestire la fase di transizione fino all’insediamento della nuova amministrazione. Poco più di tre mesi separano la città dal ritorno alle urne, in una campagna elettorale che di fatto è già cominciata.
I candidati già in campo
A Messina alcune candidature sono già ufficiali. Federico Basile, sindaco uscente, ha annunciato la propria ricandidatura. In campo anche l’avvocato Marcello Scurria, scelto dal centrodestra, e il parrucchiere Lillo Valvieri.
L’area che fa riferimento a Cateno De Luca e ai movimenti Sud chiama Nord e Ti Amo Sicilia è attiva da mesi sul territorio, con un’organizzazione già strutturata in vista del voto. Le altre coalizioni hanno accelerato nelle ultime settimane, consapevoli della ristrettezza dei tempi.
Il centrodestra e la scelta di Scurria
Il centrodestra ha individuato in Marcello Scurria il candidato alla sindacatura. L’avvocato, già presidente di Arisme e subcommissario al Risanamento, avrebbe chiesto ai partiti della coalizione di mantenere una forte connotazione civica della propria candidatura. Scenderà in campo con il simbolo del movimento “Partecipazione”, sostenuto da altre liste civiche e dalle forze politiche dello schieramento.
Non sono mancati, tuttavia, malumori interni, in particolare in alcune componenti di Lega e Fratelli d’Italia. A sostenere con convinzione la candidatura di Scurria è stata Forza Italia, con la sottosegretaria Matilde Siracusano sempre al suo fianco anche nei momenti più delicati, come la revoca dell’incarico da subcommissario al Risanamento decisa dal presidente della Regione Schifani.
Quella fase, all’inizio del 2025, ha segnato una frattura evidente tra esponenti dello stesso partito. Scurria ha impugnato la revoca davanti al Tar, che nel maggio dello scorso anno ha respinto il ricorso. L’avvocato è stato inoltre protagonista, come legale, della contesa interna al centrodestra per un seggio all’Ars tra Luigi Genovese e Pippo Laccoto, conclusasi con la vittoria di quest’ultimo. Sul suo nome hanno espresso consenso anche il gruppo che fa capo alla famiglia Genovese e Beppe Picciolo, presidente dell’Iacp di Messina.
Centrosinistra, il nodo del candidato e il tema del Ponte
Sul fronte opposto il quadro è ancora in evoluzione. Il tavolo del centrosinistra messinese, allargato al movimento Controcorrente del deputato regionale Ismaele La Vardera, si è riunito per rilanciare un progetto alternativo sia all’asse De Luca-Basile, che governa la città dal 2018, sia al centrodestra.
Tra i temi centrali della futura campagna elettorale c’è il no al Ponte sullo Stretto, posizione condivisa da Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra, anche alla luce delle procedure legate al progetto definitivo e dello stop imposto dalla Corte dei conti. Il confronto programmatico si intreccia con la scelta del candidato sindaco.
Oltre ai nomi già circolati nelle scorse settimane – i consiglieri comunali Antonella Russo e Alessandro Russo, l’ex deputata Maria Flavia Timbro, la presidente della Commissione di vigilanza Rai Barbara Floridia e altri esponenti della società civile – è emersa nelle ultime ore la proposta di candidare Paolo Todaro. Biologo sessantenne, dirigente della Uil, Todaro è noto per le battaglie condotte all’interno dell’Università di Messina, culminate con le denunce che hanno portato alle dimissioni dell’ex rettore Salvatore Cuzzocrea. La sua eventuale candidatura troverebbe consenso in Europa Verde, Alleanza Verdi-Sinistra, Controcorrente e in una parte del Movimento 5 Stelle. Da valutare anche il coinvolgimento dei movimenti contrari al Ponte sullo Stretto, composti da comitati, associazioni e gruppi indipendenti che negli anni hanno rappresentato una voce critica nel dibattito cittadino.
Un voto che pesa sugli equilibri regionali
Le elezioni di maggio non avranno un impatto soltanto locale. Messina è uno dei centri più importanti della Sicilia e il risultato potrebbe incidere sugli equilibri politici regionali, oltre a rappresentare un test significativo per le coalizioni in vista di future scadenze.






