Ransomtax 2
CRONACA

Giardini Naxos, tentato femminicidio contro l’ex convivente: arrestato 41enne

Convalidato il fermo e disposta la custodia cautelare in carcere. Contestati anche stalking, maltrattamenti, sequestro di persona e accesso abusivo al cellulare della vittima

GIARDINI NAXOS – Una notte di violenza culminata, secondo l’accusa, in un tentativo di femminicidio. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Messina, su richiesta della Procura distrettuale, ha convalidato il fermo disposto dal Pubblico ministero e applicato la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un uomo nato nel 1984, ritenuto gravemente indiziato per l’aggressione ai danni dell’ex convivente, 35 anni.

I fatti risalgono alla notte tra il 21 e il 22 febbraio 2026, quando i Carabinieri della Compagnia di Taormina sono intervenuti nell’abitazione della donna, a Giardini Naxos, dopo la segnalazione dei genitori della vittima al numero unico di emergenza 112. Secondo quanto riferito, la figlia sarebbe stata picchiata e trattenuta con la forza in casa dall’ex compagno.

Le accuse: tentato femminicidio e sequestro

Le indagini, avviate immediatamente e coordinate dalla Procura, hanno consentito di raccogliere un grave compendio indiziario a carico del 41enne. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe agito per la volontà di imporre la prosecuzione di una relazione ormai conclusa per decisione della donna.

L’ex convivente avrebbe rinchiuso la 35enne nella sua abitazione per diverse ore, impedendole di uscire, e l’avrebbe colpita ripetutamente con calci, pugni e morsi. Tra le condotte contestate vi sarebbero anche il tentativo di strangolamento e quello di spingerla nella tromba delle scale, con un concreto pericolo per la vita della vittima.

All’indagato vengono contestati, oltre al delitto di femminicidio nella forma tentata – fattispecie introdotta dalla legge n. 181 del 2 dicembre 2025 – anche i reati di atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona e accesso abusivo a sistema informatico o telematico. Quest’ultima accusa riguarda l’episodio in cui l’uomo avrebbe sottratto con violenza il telefono cellulare alla ex compagna per controllarne messaggi e dati personali.

Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre ricostruito un quadro di condotte persecutorie iniziate già a settembre 2025, dopo la decisione della donna di interrompere la relazione. Una escalation di violenze fisiche e pressioni psicologiche che, secondo l’accusa, sarebbe culminata nell’aggressione della notte tra sabato e domenica.

L’audizione con l’assistenza dello psicologo

La vittima è stata ascoltata tempestivamente dal Pubblico ministero con l’ausilio di un esperto psicologo, in attuazione del protocollo d’intesa sottoscritto il 19 dicembre 2025 tra la Procura di Messina, l’Università degli Studi di Messina, l’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, l’Azienda sanitaria provinciale, l’Azienda ospedaliera universitaria “G. Martino” e l’Irccs Centro neurolesi “Bonino Pulejo”.

Il protocollo prevede la pronta reperibilità di professionisti in psicologia durante gli atti di indagine che coinvolgono vittime di reati ad alto impatto traumatico, con particolare riferimento ai procedimenti rientranti nel cosiddetto codice rosso, disciplinati dalla legge 69 del 2019 e dalla più recente legge 181 del 2025 che ha introdotto il delitto di femminicidio. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.