Fondazione Taormina Arte Sicilia
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Attualità

Emergenza all’aeroporto di Catania. Schifani: “Regione in campo per ridurre i disagi causati, potenzieremo anche lo scalo di Comiso”

Piano straordinario per limitare i disagi dei passeggeri dirottati su Palermo e Trapani, stabilite oltre cento corse straordinarie di autobus e cinque treni speciali tra Palermo e Catania

CATANIA – L’emergenza provocata dalla nuova attività eruttiva dell’Etna e dalla conseguente presenza di cenere vulcanica nell’atmosfera riporta al centro dell’attenzione la vulnerabilità del sistema aeroportuale della Sicilia orientale. La chiusura dell’aeroporto internazionale di Catania-Fontanarossa Vincenzo Bellini, con le inevitabili ripercussioni sul traffico aereo e migliaia di passeggeri costretti a fare i conti con cancellazioni, ritardi e dirottamenti, ha spinto la Regione Siciliana ad attivare un piano straordinario per garantire collegamenti alternativi e alleggerire i disagi.

Una risposta all’emergenza che, nelle intenzioni del governo regionale, dovrà però trasformarsi anche in una strategia strutturale. Il presidente della Regione Renato Schifani ha infatti annunciato nuovi investimenti per il potenziamento dell’aeroporto Pio La Torre di Comiso, chiamato in prospettiva a svolgere un ruolo più rilevante all’interno della rete aeroportuale siciliana: “La Regione è intervenuta fin dalle prime ore dell’emergenza per garantire soluzioni alternative e ridurre al minimo i disagi per i passeggeri – afferma Schifani –. Stiamo mettendo in campo tutti gli strumenti disponibili, rafforzando i collegamenti su gomma e su ferro verso gli altri aeroporti siciliani”.

La crisi determinata dall’Etna, secondo il governatore, evidenzia ancora una volta la necessità di rafforzare la capacità complessiva del sistema aeroportuale regionale, soprattutto nella Sicilia orientale. “Allo stesso tempo – prosegue Schifani – questa emergenza conferma la necessità di potenziare ulteriormente il sistema aeroportuale dell’Isola e, in particolare, lo scalo di Comiso, sul quale abbiamo deciso di investire nuove risorse per aumentarne capacità e operatività”.

Oltre cento corse straordinarie e cinque treni speciali

Sul fronte della mobilità terrestre, il piano predisposto dalla Regione punta a creare una rete di collegamenti in grado di assorbire almeno una parte delle conseguenze prodotte dalla sospensione delle attività a Fontanarossa. I passeggeri dirottati verso Palermo e Trapani possono contare su un rafforzamento sia dei servizi su gomma sia di quelli ferroviari. Ad illustrare il dispositivo è l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò. “Dall’inizio dell’emergenza a oggi – spiega – abbiamo già organizzato oltre 100 corse speciali di autobus, che si sono aggiunte ai collegamenti ordinari attivati dalle compagnie aeree da e per gli aeroporti di Palermo e Trapani”.

Parallelamente è stato rafforzato il trasporto ferroviario lungo l’asse Palermo-Catania. In collaborazione con Trenitalia sono stati predisposti cinque treni speciali, con l’obiettivo di offrire un’ulteriore possibilità ai viaggiatori che, a causa dei dirottamenti, si trovano a centinaia di chilometri dalla destinazione originariamente prevista. A questa misura si aggiunge una nuova agevolazione destinata ai passeggeri. Chi è infatti in possesso di un biglietto aereo con destinazione Catania e viene dirottato sul capoluogo siciliano potrà utilizzare gratuitamente anche i collegamenti ferroviari ordinari in partenza da Palermo, mostrando semplicemente il titolo di viaggio del volo. “Una soluzione – sottolinea Aricò – che garantisce un’altra alternativa concreta per gli spostamenti”.

Comiso, i limiti attuali dello scalo

La gestione dell’emergenza mette però in evidenza anche un nodo infrastrutturale. Se dal punto di vista geografico l’aeroporto di Comiso rappresenta lo scalo più vicino a Catania tra quelli potenzialmente utilizzabili come alternativa, le sue caratteristiche operative attuali non consentono di assorbire il consistente volume di traffico normalmente gestito da Fontanarossa. È lo stesso assessore Aricò a chiarire il quadro, precisando che il “Pio La Torre” non può oggi essere considerato una soluzione sostitutiva pienamente efficace in occasione delle crisi determinate dall’attività vulcanica dell’Etna.

“L’aeroporto di Comiso, nonostante sia il più vicino geograficamente, non può rappresentare una soluzione alternativa in caso di emergenza legata all’attività dell’Etna – afferma – in quanto non risulta idoneo ad assorbire il traffico dirottato dall’aeroporto di Catania”. Il principale limite è rappresentato dalla capacità del piazzale aeromobili, lo scalo ibleo dispone attualmente di sole sei piazzole di sosta, un numero insufficiente a gestire contemporaneamente i flussi e gli aeromobili che potrebbero essere trasferiti da Fontanarossa in occasione di una sospensione prolungata o di una forte limitazione delle attività. Una criticità che assume un peso particolare considerando il ruolo strategico di Catania nel sistema del trasporto aereo siciliano e la frequenza con cui le fasi eruttive dell’Etna, accompagnate dall’emissione di cenere vulcanica, possono determinare restrizioni dello spazio aereo e ripercussioni sulla regolarità dei voli.

La Regione prepara nuovi investimenti sul Pio La Torre

È proprio partendo da questi limiti che il governo Schifani ha deciso di trasformare la gestione contingente dell’emergenza in un intervento di prospettiva, con l’approvazione dellaa giunta regionale all’unanimità, su proposta del presidente della Regione, dell’indirizzo per una strategia più ampia di potenziamento dell’aeroporto di Comiso. L’obiettivo è individuare nuove risorse finanziarie, aggiuntive rispetto a quelle già destinate allo sviluppo dell’area cargo, da investire nell’incremento della capacità e dell’operatività dello scalo ragusano. Il “Pio La Torre” viene così inserito in una visione che punta a una maggiore integrazione tra gli aeroporti siciliani e, soprattutto, alla costruzione di una rete più resiliente di fronte alle emergenze. Tema che non riguarda soltanto l’aumento dei collegamenti ordinari, ma la capacità del sistema regionale di reagire quando uno dei principali scali viene temporaneamente penalizzato o bloccato.