MESSINA – Un secolo dalla Rinascita della Vara, cento anni da quel 1926 che segnò la ripresa di una tradizione destinata a tornare al centro della vita religiosa e popolare della città. Nel 2026 Messina celebra il Centenario rinnovando il legame con uno dei suoi simboli identitari più forti e riconoscibili, attraverso un programma che affianca alla dimensione devozionale un articolato percorso di conoscenza, conservazione e divulgazione della memoria storica. Tre, in particolare, le iniziative che accompagnano le celebrazioni: l’apertura straordinaria del Museo Vara e Giganti al Palacultura Antonello, la mostra dedicata ai 425 anni di storia della Vara allestita negli spazi dell’Agorà di Messina e la realizzazione di una cartolina commemorativa in edizione numerata. Appuntamenti differenti per linguaggi e modalità di fruizione, ma accomunati dalla volontà di restituire alla città le radici di una manifestazione che, nel corso dei secoli, ha attraversato trasformazioni sociali e urbane senza perdere la propria capacità di rappresentare Messina e il suo popolo. La Vara, del resto, non costituisce soltanto il fulcro delle celebrazioni mariane del 15 agosto. Nel suo complesso apparato simbolico, nella partecipazione popolare e nella ritualità che accompagna il passaggio del grande carro votivo lungo le strade cittadine si concentra una parte significativa della storia messinese. Una memoria che il Centenario intende riportare al centro dell’attenzione, trasformando l’anniversario anche in un’occasione di approfondimento culturale.
Il Museo Vara e Giganti apre le porte al pubblico
Nell’ambito del programma dell’Agosto Messinese, oggi, mercoledì 12 e domani, giovedì 13 agosto, il Museo Vara e Giganti, ospitato all’interno del Palacultura Antonello, sarà aperto straordinariamente al pubblico dalle 18 alle 21, con ingresso gratuito. L’iniziativa assume una valenza particolare proprio nell’anno del Centenario, offrendo a cittadini e visitatori la possibilità di entrare in contatto con il patrimonio documentale e simbolico legato alla Vara e ai Giganti Mata e Grifone, figure altrettanto radicate nell’immaginario collettivo della città.
Ad accompagnare il pubblico saranno i volontari dell’Associazione Amici della Tommaso Cannizzaro, che coordineranno le visite guidate durante le due serate. Il percorso consentirà di approfondire la storia della Vara, le caratteristiche costruttive della macchina processionale, le opere e i simboli che compongono la complessa giostra mariana, insieme alle vicende e alle tradizioni legate a Mata e Grifone. L’apertura del museo diventa così non soltanto un appuntamento inserito nel calendario estivo, ma un momento di conoscenza diretta di un patrimonio nel quale religiosità, arte, cultura popolare e storia urbana finiscono per sovrapporsi. Un patrimonio che continua a vivere attraverso la partecipazione collettiva ma che, proprio per la sua complessità, necessita anche di essere studiato, raccontato e trasmesso.
All’Agorà 425 anni di storia raccontati attraverso immagini e documenti
Un secondo tassello delle celebrazioni prenderà il via domani, 13 agosto, negli spazi dell’Agorà di Messina, nell’area dell’ex Fiera, dove fino al 31 agosto sarà visitabile una mostra interamente dedicata alla storia della Vara. Sedici pannelli compongono un percorso documentale che attraversa 425 anni di storia, dal 1535 al 1960, ricostruendo attraverso immagini, documenti e testimonianze le trasformazioni della manifestazione e, parallelamente, il rapporto che essa ha costruito nel tempo con la comunità messinese. Non una semplice successione di materiali d’archivio, dunque, ma una narrazione per immagini della città e della sua tradizione. La storia della Vara diventa inevitabilmente anche storia di Messina: delle sue trasformazioni, delle cesure che ne hanno segnato il percorso e della capacità di ricostruire, insieme agli spazi urbani, i propri riferimenti collettivi. L’esposizione rientra nel calendario delle manifestazioni collaterali promosse per il Centenario ed è realizzata con il contributo del Comune di Messina, con la partecipazione dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto e del Lions Club Messina Colapesce.
L’obiettivo è duplice, da un lato conservare e divulgare la memoria storica della Vara, dall’altro rendere accessibile a un pubblico più ampio un patrimonio storico, artistico e religioso che rischierebbe, senza un adeguato lavoro di documentazione, di rimanere confinato alla sola dimensione della festa. Particolare attenzione viene rivolta alle nuove generazioni, chiamate non soltanto ad assistere alla tradizione ma a comprenderne origini, significati ed evoluzione.
Una cartolina numerata per custodire la memoria del Centenario
A completare il percorso celebrativo è la cartolina commemorativa del Centenario della Rinascita della Vara, disponibile all’Info Point turistico comunale di Palazzo Weigert fino a esaurimento delle copie. Realizzata con il contributo di Confimprese Italia, la cartolina è stata prodotta in 1.200 esemplari numerati, assumendo anche il valore di testimonianza materiale di un anniversario destinato a entrare nella storia della manifestazione. Sul fronte è riprodotta un’immagine tratta da un dipinto realizzato nel 1954 dall’artista Felice Canonico. Una scelta che lega il Centenario alla rappresentazione artistica della Vara e restituisce, attraverso un’opera del Novecento, l’immagine di una tradizione già allora profondamente inserita nella memoria visiva e sentimentale della città. La cartolina recupera inoltre una modalità di conservazione della memoria che appartiene alla storia stessa delle città e delle loro feste, un piccolo oggetto capace di trasformarsi, con il trascorrere del tempo, in documento, testimonianza e frammento di memoria collettiva.
Il Centenario come ponte tra passato e futuro
Tre iniziative che utilizzano strumenti differenti: la visita guidata, il racconto storico per immagini e il ricordo affidato a un oggetto commemorativo per perseguire un obiettivo comune: custodire la memoria della Vara e renderla patrimonio vivo e comprensibile anche per le generazioni future. Il Centenario della Rinascita assume, in questa prospettiva, un significato che va oltre la celebrazione di una data. Il 1926 rappresenta uno snodo della storia di una tradizione che ha saputo rinascere e continuare a scandire il rapporto tra Messina, la propria fede e la propria identità collettiva. A cento anni di distanza, la città torna dunque a guardare alla Vara non soltanto come al grande appuntamento del Ferragosto messinese, ma come a un patrimonio culturale complesso, nel quale convivono devozione, arte, storia e partecipazione popolare. Celebrare il Centenario significa allora ricostruire il filo che unisce passato e presente, affinché la memoria non rimanga soltanto testimonianza di ciò che è stato, ma continui a essere parte viva dell’identità di Messina.






