CATANIA – Nuova fase nell’attività dell’Etna. Una bocca effusiva si è aperta questa mattina in Valle del Bove, sul versante orientale del vulcano, a una quota compresa tra 2.200 e 2.350 metri sul livello del mare, dando origine a una colata lavica. A comunicarlo è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo di Catania. Secondo quanto rilevato attraverso le immagini della rete di videosorveglianza, l’apertura della nuova bocca è stata registrata alle 6.09 UTC, corrispondenti alle 8.09 ora italiana. Il personale dell’Osservatorio Etneo è impegnato nei rilievi sul campo, necessari a definire con maggiore precisione la posizione del punto di emissione, le caratteristiche della colata e l’evoluzione del fenomeno. La nuova attività effusiva si inserisce in un quadro vulcanico già caratterizzato dall’attività del cratere Voragine, dal quale continua l’emissione di cenere vulcanica. La nube viene dispersa dai venti prevalentemente in direzione sud-est, mentre gli strumenti dell’Ingv continuano a seguire in tempo reale l’evoluzione dei diversi parametri geofisici.
Tremore vulcanico ancora su livelli elevati
Particolare attenzione resta concentrata sull’andamento del tremore vulcanico, uno dei principali indicatori utilizzati per seguire la dinamica interna dell’Etna. Dopo l’incremento osservato nel pomeriggio di domenica 16 agosto, l’ampiezza media del tremore ha raggiunto un valore massimo intorno alle 17.40. Successivamente il parametro ha mostrato una leggera diminuzione, accompagnata da deboli oscillazioni, senza tuttavia rientrare sui livelli ordinari. Al momento dell’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Etneo, infatti, l’ampiezza media permane all’interno dell’intervallo dei valori alti. Le analisi sulla localizzazione delle sorgenti indicano che i centroidi del tremore sono concentrati nell’area del cratere Voragine, a una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare. Un dato che conferma il ruolo centrale della zona sommitale nell’attuale fase di attività del vulcano, mentre sul fianco orientale si è contemporaneamente sviluppata la nuova attività effusiva in Valle del Bove.
Monitoraggio continuo sull’evoluzione dell’Etna
L’apertura della bocca effusiva in Valle del Bove rappresenta dunque l’elemento nuovo del quadro registrato nella mattinata del 17 agosto. La colata lavica si sviluppa a quote comprese tra 2.200 e 2.350 metri, mentre contemporaneamente permane l’attività della Voragine, con emissione di cenere verso il quadrante sud-orientale e valori del tremore vulcanico ancora elevati. Il quadro resta sotto monitoraggio continuo dell’Osservatorio Etneo dell’Ingv. I rilievi diretti attualmente in corso sul vulcano saranno determinanti per definire con maggiore dettaglio geometria e caratteristiche della nuova bocca e del flusso lavico, oltre a consentire una valutazione più precisa dell’evoluzione della fase effusiva.
L’Etna conferma così una condizione di significativa dinamica vulcanica, documentata contemporaneamente dall’attività superficiale, dai segnali sismici e infrasonici e dalle piccole deformazioni registrate dagli strumenti. Saranno i prossimi aggiornamenti dell’Ingv a chiarire l’evoluzione della colata in Valle del Bove e dell’attività in corso nell’area sommitale.





