MESSINA – Il caso della raccolta firme per le liste di Sud Chiama Nord torna al centro del confronto politico e amministrativo. A intervenire è il sindaco di Messina Federico Basile, che replica alle recenti notizie riguardanti il contenuto di un parere dell’Ufficio legislativo della Regione sulla procedura seguita per la presentazione delle quindici liste del movimento. Una vicenda sulla quale resta aperto un contenzioso e che Basile affronta rivendicando, da una parte, la correttezza dell’iter seguito e, dall’altra, il peso del risultato conseguito nelle urne. Il primo cittadino pone inoltre un interrogativo sui tempi con cui le indiscrezioni relative al nuovo parere sono diventate pubbliche, collegando la questione al più ampio scenario politico regionale e nazionale.
Secondo quanto riferito dal sindaco, dalle notizie apparse sulla stampa emergerebbe che l’Ufficio legislativo della Regione abbia espresso le proprie valutazioni sul tema dell’esenzione dalla raccolta delle firme, confermando comunque il “sostanziale nulla osta del dipartimento” rispetto alla possibilità di autorizzare l’esenzione per le quindici liste presentate, pur non condividendo la soluzione adottata. Un passaggio sul quale Basile insiste per sottolineare come il movimento abbia operato facendo affidamento sulle indicazioni provenienti dagli organismi istituzionalmente competenti. “Il nostro movimento, come lo stesso parere sembra dare atto, si è sempre orientato nell’agire con trasparenza e affidamento negli organi regionali competenti”, afferma il sindaco, ricordando che tali indicazioni sarebbero state successivamente “confermate e diramate dalla Prefettura” e recepite nei provvedimenti costitutivi delle Commissioni elettorali.
Per Basile, dunque, la questione non può essere separata dal quadro amministrativo nel quale le liste hanno operato e, soprattutto, dall’esito della consultazione elettorale. Il sindaco richiama infatti il principio della volontà popolare, sostenendo che le scelte compiute dal movimento siano state successivamente accompagnate da un ampio consenso espresso dagli elettori. È proprio sul risultato delle urne che il primo cittadino costruisce il passaggio politico più netto del suo intervento. “Con la forza e il sostegno di tale ampio consenso popolare, nelle more degli approfondimenti riservati alla naturale sede giudiziale del contenzioso in essere, continueremo a lavorare per la città proseguendo il percorso tracciato dal 2018”, sostiene Basile.
Ma è soprattutto la tempistica della diffusione delle nuove indiscrezioni a sollevare gli interrogativi del sindaco. “Non possiamo non chiederci perché questa indiscrezione emerga proprio adesso”, osserva Basile, che ricostruisce anche le fasi precedenti alla presentazione delle liste per sostenere come Sud Chiama Nord fosse, in ogni caso, nelle condizioni organizzative di procedere alla raccolta delle sottoscrizioni qualora fosse stata richiesta. Il riferimento è alla possibilità, prevista nell’ambito delle procedure elettorali, di intervenire entro un termine assegnato dalla Commissione. Secondo la ricostruzione del sindaco, la Commissione elettorale avrebbe potuto concedere 48 ore per consentire la raccolta delle firme, mentre quel termine sarebbe stato accordato esclusivamente per la modifica dei simboli.
Basile sostiene che la macchina organizzativa fosse già pronta per affrontare anche l’eventualità della raccolta delle sottoscrizioni: “Avevamo 15 liste chiuse, con 1.010 candidati, 100 autenticatori pronti e 100 sedi di raccolta firme dislocate in tutta la città”. Numeri che il sindaco utilizza per respingere l’idea che l’eventuale necessità di raccogliere le firme avrebbe potuto rappresentare un ostacolo insormontabile. Le sottoscrizioni necessarie, secondo quanto indicato da Basile, sarebbero state circa 12 mila. “Quale difficoltà avremmo avuto a raccoglierle? Si trattava di 15 firme a candidato”, sottolinea.
Da qui il ritorno alla domanda che attraversa l’intera dichiarazione: perché il contenuto del parere e le relative valutazioni emergono soltanto adesso? L’interrogativo assume inevitabilmente una connotazione politica. Basile chiama infatti direttamente in causa il ruolo del leader di Sud Chiama Nord, Cateno De Luca, avanzando l’ipotesi che la crescente iniziativa politica del movimento possa aver prodotto reazioni negli equilibri consolidati. “Forse il nostro leader Cateno De Luca sta spaventando troppe lobby e troppi vecchi santuari della politica regionale e nazionale”, afferma il sindaco. Una lettura politica che Basile accompagna a un messaggio rivolto tanto ai sostenitori quanto agli avversari: “Andiamo avanti come abbiamo sempre fatto, senza farci intimidire”.
La vicenda resta dunque aperta sul piano giudiziario e istituzionale, mentre sul versante politico Sud Chiama Nord sceglie la linea della continuità, rivendicando la correttezza del comportamento tenuto sulla base delle indicazioni ricevute dagli organismi competenti e ponendo al centro il dato elettorale.
