TAORMINA – Il prezzo di una giornata di lavoro a Taormina rischia di cominciare ancora prima dell’ingresso in albergo, al ristorante o in un’attività commerciale. Per chi raggiunge la città in automobile e deve lasciare il mezzo nei parcheggi comunali, infatti, il costo della sosta può incidere pesantemente sullo stipendio. A riaccendere il confronto è Progetto ricostruzione Taormina, che raccoglie le segnalazioni dell’Associazione albergatori e torna su una criticità già sollevata durante la discussione sulle nuove tariffe applicate da Asm. Secondo Prt, i parcheggi pubblici non possono essere amministrati soltanto con l’obiettivo di aumentare gli incassi, trascurando le esigenze di chi vive e lavora nella città turistica.
Una giornata di sosta fino a 27 euro
Il mancato rinnovo degli abbonamenti agevolati starebbe spingendo alcuni lavoratori pendolari, secondo quanto riferito dagli albergatori, a valutare la possibilità di non proseguire il proprio rapporto di lavoro. Per una sosta di circa dieci ore, il costo giornaliero arriverebbe a 21 euro al parcheggio Lumbi e a 27 euro a Porta Catania. Cifre che, moltiplicate per le giornate lavorative, possono trasformarsi in una spesa difficilmente sostenibile. Il problema, osserva il movimento, supera quindi il campo della mobilità e riguarda la possibilità stessa di continuare a lavorare a Taormina. “Residenti e lavoratori non sono mancati introiti”, sottolinea il segretario di Prt Marco Rao, secondo il quale un’infrastruttura pubblica deve produrre anche benefici sociali ed economici per la comunità.
Le conseguenze sul sistema turistico
La questione non coinvolge soltanto i singoli dipendenti. Se raggiungere Taormina diventa troppo costoso, le conseguenze possono ricadere su alberghi, ristoranti, negozi e servizi, in una fase nella quale diverse imprese incontrano già difficoltà nel reperire personale. Per Prt emerge anche una contraddizione rispetto agli obiettivi di destagionalizzazione. Invitare le attività a restare aperte per periodi più lunghi durante l’anno richiede condizioni che consentano ai dipendenti di raggiungere il posto di lavoro senza sostenere costi sproporzionati. Eventi e promozione, da soli, non bastano se manca un’organizzazione stabile della mobilità.
Il movimento propone una gerarchia precisa nella gestione della sosta: tutelare prima la vivibilità dei residenti, garantire poi condizioni accessibili ai lavoratori e rispondere quindi alle necessità dei turisti che soggiornano e generano ricadute economiche sul territorio. I flussi dei visitatori giornalieri, invece, dovrebbero essere organizzati senza diventare l’unico criterio sul quale costruire il sistema dei parcheggi.
Il nodo del trasporto pubblico
Prt riconosce al trasporto pubblico un ruolo decisivo, ma ritiene che non possa essere indicato come soluzione immediata finché non diventerà un’alternativa realmente utilizzabile. Servono collegamenti frequenti con i comuni vicini e orari compatibili con i turni serali e notturni di alberghi, ristoranti e altre attività. La richiesta è di procedere con un ordine preciso: realizzare prima un servizio pubblico adeguato alle necessità dei pendolari e soltanto dopo chiedere loro di rinunciare all’automobile.
Anche Piano Porto, secondo il movimento, può contribuire alla gestione dei flussi durante i grandi eventi, ma non rappresenta una risposta ordinaria per chi raggiunge quotidianamente Taormina. Le esigenze di un lavoratore sono diverse da quelle di un visitatore occasionale e richiedono costi e modalità di accesso compatibili con i turni.
Le proposte e l’appello a Comune e Asm
Tra le soluzioni da approfondire ci sono l’individuazione di nuove aree di sosta, il recupero di spazi inutilizzati e l’introduzione di abbonamenti agevolati calibrati sulle effettive necessità lavorative. Progetto ricostruzione Taormina chiede quindi al Comune e ad Asm di rivedere rapidamente la scelta e di definire, insieme alle categorie interessate, una tariffazione verificabile e sostenibile. L’agevolazione dovrebbe essere collegata al rapporto di lavoro e alla durata reale della sosta. Per Rao, rendere antieconomico lavorare a Taormina significa danneggiare non soltanto i pendolari, ma l’intera città. I parcheggi, conclude Prt, devono diventare uno strumento di mobilità e sviluppo, non una semplice fonte di entrate.






