Fondazione Taormina Arte Sicilia
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Politica

De Luca si dimette dalla commissione bilancio all’Ars in favore di La Vardera: “Lascio spazio a chi mi ha tradito”

Il leader di Sud chiama Nord annuncia il passo indietro per consentire l’ingresso di Controcorrente e rivendica il peso del consenso elettorale del suo movimento

Cateno De Luca annuncia le dimissioni dalla commissione Bilancio dell’Ars, dichiarando di aver lasciato il proprio posto per consentire l’ingresso di Controcorrente, accompagnando la decisione con parole dure nei confronti dell’ex alleato, Isamele La Vardere definito ancora una volta il suo “figlioccio”. Un passo indietro che il leader di Sud chiama Nord presenta come una scelta per superare lo scontro sulla composizione delle commissioni e riportare l’attenzione sulle esigenze dei siciliani:”Mi sono dimesso dalla Commissione Bilancio dell’Ars per dare spazio a Controcorrente, nonostante il tradimento che ho subito dal mio figlioccio Ismaele La Vardera che oggi chiede spazio”, dichiara De Luca.

La decisione è maturata nel contesto del confronto sul nuovo assetto degli organismi parlamentari. Secondo quanto riferisce De Luca, durante la conferenza dei capigruppo il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, era pronto a sottoporre all’Aula la nuova composizione delle commissioni. La contrarietà espressa da alcuni gruppi avrebbe però impedito di procedere alla modifica. In quella sede, il leader di Sud chiama Nord ha ribadito la propria disponibilità a rinunciare al posto in commissione Bilancio. “E così ho fatto”, sottolinea, rivendicando al tempo stesso le ragioni della presenza di due esponenti del suo movimento nell’organismo. Una rappresentanza che De Luca lega al risultato delle ultime elezioni regionali, richiamando i “500 mila voti” ottenuti.

Il deputato respinge quindi l’idea di una rinuncia dettata dalle pressioni politiche: “Non sto compiendo questo gesto perché cedo a pressioni, ma per evitare inutili teatrini che i cittadini non capirebbero. I siciliani hanno bisogno che la politica si occupi di cose serie, a partire dai servizi essenziali”, afferma. Al centro della polemica resta il rapporto tra consenso elettorale e rappresentanza parlamentare. Per De Luca, il peso dei gruppi dovrebbe essere commisurato ai voti ricevuti alle urne. Da qui l’attacco a La Vardera, accusato di aver costruito il proprio spazio politico attraverso “operazioni di palazzo volte a raccogliere parlamentari a destra e a sinistra”. Una frattura che emerge anche nelle parole conclusive del leader di Sud chiama Nord: “Noi ci troviamo in una situazione paradossale, cioè lasciare il posto ai traditori che dopo averci tradito chiedono anche spazio”, sostiene. Pur mantenendo duri i toni dello scontro, De Luca ribadisce la volontà di andare oltre la contrapposizione, motivando la rinuncia con la necessità di anteporre l’interesse della Sicilia alle dinamiche interne al Palazzo.