La chiusura delle autostrade potrebbe essere scongiurata, ma il rischio di pesanti ripercussioni sulla circolazione resta concreto. A lanciare l’allarme è Pippo Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord, che interviene sulla situazione della rete autostradale siciliana dopo le dichiarazioni dell’ingegnere Placido Migliorino. Per Lombardo, quanto emerso nelle ultime ore non cancella i ritardi accumulati e le criticità legate alla mancata realizzazione degli interventi strutturali. Il parlamentare regionale concentra l’attenzione soprattutto sui tempi con cui il Consorzio per le Autostrade Siciliane avrebbe affrontato le prescrizioni ricevute. Secondo quanto riferito da Lombardo, già dallo scorso aprile erano state formulate precise richieste per mitigare i rischi, ma gli interventi necessari non sarebbero stati avviati tempestivamente.
Il nodo degli interventi e delle risorse
Lombardo sottolinea che soltanto a pochi giorni dalla scadenza della diffida sarebbe stato trasmesso un elenco degli interventi da mettere in campo. Un passaggio che, secondo il deputato, arriva in forte ritardo e lascia ancora aperto un altro problema: la copertura finanziaria necessaria per procedere con i lavori. Per l’esponente di Sud chiama Nord la priorità, adesso, è superare la fase della diffida e avviare concretamente gli interventi necessari alla sicurezza della rete. L’obiettivo deve essere quello di evitare che situazioni già note vengano affrontate soltanto quando le scadenze diventano imminenti.
La richiesta di commissariamento della Direzione generale
Nel mirino di Lombardo finisce in particolare la Direzione generale del Cas. Il deputato parla di una grave inerzia e ribadisce di averne già chiesto il commissariamento. La contestazione riguarda soprattutto la gestione dei tempi. Secondo Lombardo, non è più sostenibile rincorrere continuamente le emergenze, intervenendo soltanto a ridosso delle scadenze, soprattutto quando sono in gioco la sicurezza e la piena fruibilità delle autostrade.
Le limitazioni previste sulla circolazione
Anche qualora venisse definitivamente scongiurata la chiusura, per chi percorre le autostrade siciliane la situazione potrebbe restare difficile. Lombardo richiama le limitazioni illustrate da Migliorino: abbassamento dei limiti di velocità, divieto di sorpasso per i mezzi pesanti e obbligo di mantenere una distanza di 200 metri tra un mezzo pesante e l’altro. Non viene esclusa, inoltre, la possibilità che alcuni tratti possano essere ridotti a un’unica corsia. Uno scenario che potrebbe avere conseguenze particolarmente pesanti nei punti maggiormente interessati dal traffico.
Il rischio di lunghe code
Secondo Lombardo, anche senza una formale riduzione della carreggiata potrebbero crearsi condizioni simili a quelle di una strada percorribile su una sola corsia. La presenza di colonne di mezzi pesanti obbligati a procedere a 60 chilometri orari, senza possibilità di sorpasso e con un distanziamento di 200 metri, potrebbe infatti incidere sensibilmente sulla fluidità del traffico.
Il deputato regionale teme quindi forti rallentamenti nelle prossime settimane, soprattutto quando sarà installata tutta la segnaletica necessaria per rendere operative le misure di mitigazione del rischio. L’eventuale mancata chiusura delle autostrade, secondo Lombardo, non risolverebbe dunque il problema alla radice. Resterebbe il peso delle limitazioni per automobilisti e autotrasportatori e, soprattutto, quello dei ritardi che il parlamentare attribuisce alla gestione del Cas. Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato e del commissariamento della Direzione generale.






