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INTERVISTA La cantautrice siciliana Ibla: “Togliersi le armature di dosso è difficile, bisogna farlo piano piano”

L'artista ha presentato “Talìa”, il nuovo singolo che prosegue un percorso artistico sempre più legato alla sua terra

La Sicilia come radice, la musica come spazio nel quale provare a mostrarsi senza protezioni. IBLA, cantautrice agrigentina, è stata ospite di Over The Pop su Radio Taormina per presentare “Talìa”, il nuovo singolo che prosegue un percorso artistico sempre più legato alla sua terra e, allo stesso tempo, alla ricerca di una dimensione personale. Il titolo parte da una parola profondamente siciliana. “Talìa” richiama l’atto del guardare e porta già nel nome uno degli elementi che caratterizzano la fase più recente della sua musica: il recupero della lingua, delle sonorità e dell’identità dell’Isola attraverso un linguaggio contemporaneo. Dopo l’esperienza ad Amici di Maria De Filippi nel 2021, che l’ha fatta conoscere al grande pubblico, IBLA ha continuato infatti a costruire una strada personale, approfondendo il rapporto con la tradizione popolare siciliana e sperimentando nuove contaminazioni. Importante, nel suo percorso, anche il confronto con il repertorio di Rosa Balistreri, che ha interpretato negli anni sui palchi italiani ed europei. Un’eredità con la quale si è confrontata a lungo e che ha contribuito alla costruzione di un linguaggio capace di partire dalla tradizione senza limitarsi a riproporla. Talìa arriva dopo “Rituale” e “Sikelìa”, altri due brani che hanno contribuito a definire questa nuova fase. La Sicilia diventa così qualcosa di più di uno sfondo: entra nelle parole, nei suoni e nel modo stesso in cui IBLA sceglie di raccontarsi. Ed è proprio il raccontarsi uno degli aspetti più delicati emersi durante l’intervista. La cantautrice ha spiegato quanto per lei sia difficile “togliere le armature”, abbandonare le proprie difese e lasciare emergere fino in fondo ciò che prova. Esporsi attraverso una canzone significa mostrare una parte di sé che non sempre è semplice condividere con gli altri. La scrittura diventa quindi anche un esercizio di apertura, attraverso il quale provare progressivamente ad abbassare quelle protezioni e trasformare emozioni e fragilità in musica. Una dimensione più intima che oggi convive con la ricerca legata alle sue origini.