SAVOCA – Un progetto artistico che prende forma nel tempo e cambia attraverso il rapporto con il luogo e con gli artisti che vi partecipano. È “Ereignis”, mostra e residenza artistica di Giovanni Castro, in arte Ilai Nawe, ospitata tra settembre e ottobre al Centro Filarmonico di Savoca. Al centro del progetto c’è una ricerca che Castro porta avanti da circa dieci anni: “L’Ombra dell’Etna”, nata dall’osservazione di un particolare fenomeno di ombra orografica legato al vulcano. Un elemento naturale che nel suo lavoro diventa il punto di partenza per indagare il rapporto tra paesaggio, territorio e percezione. È da questa ricerca che nasce anche “Ereignis”. La mostra non è infatti pensata come un allestimento destinato a rimanere identico dall’inizio alla fine, ma come un progetto in evoluzione, capace di accogliere durante la residenza altri artisti e linguaggi.
Tre fotografi ospiti a Savoca
In questo percorso si inserisce la partecipazione di Samuele Formichetti, Danilo Curró e Nicola Buonomo. I tre fotografi sono stati invitati da Castro a prendere parte alla residenza nella settimana del 3 ottobre, introducendo il linguaggio fotografico all’interno del progetto. La loro presenza non rappresenta quindi un appuntamento separato dalla mostra, ma entra nella stessa impostazione di “Ereignis”: mettere in relazione esperienze artistiche differenti e lasciare che il progetto si sviluppi anche attraverso ciò che avviene durante la permanenza a Savoca.
Il significato di “Ereignis”
A spiegare la natura della residenza è già il titolo scelto da Castro. “Ereignis” è un termine tedesco traducibile, in senso generale, come “evento” o “accadimento”, ma il riferimento utilizzato dall’artista è quello elaborato dal filosofo Martin Heidegger. Nel progetto l’attenzione si sposta così dall’evento inteso come qualcosa di definito e concluso all’idea di un accadere dinamico e relazionale. Un concetto che trova una corrispondenza nella stessa struttura della residenza: opere, territorio, artisti e fenomeni osservati non vengono considerati elementi indipendenti, ma parti di una relazione che continua a modificarsi. Anche “L’Ombra dell’Etna” risponde a questa impostazione. Il fenomeno naturale non viene semplicemente riprodotto o trasformato in un soggetto artistico, ma diventa il catalizzatore di una ricerca che Castro ha sviluppato attraverso pittura, video art, scultura, street art e installazione.
Da Venezia alla Sicilia, il percorso di Giovanni Castro
Nato a Messina nel 1991, Giovanni Castro si è formato tra lo IUAV e l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nella città lagunare ha vissuto per alcuni anni, collaborando anche ad allestimenti di rilievo internazionale, tra cui “Accrochage”, mostra ospitata nel 2016 a Punta della Dogana. Nel 2018 il ritorno in Sicilia, dove oggi vive e lavora nella riviera ionica messinese. Da allora il rapporto con il territorio è diventato uno degli elementi centrali della sua produzione, sviluppata attraverso linguaggi e tecniche differenti.






