Si intensificano in provincia di Messina i controlli contro il bracconaggio e gli illeciti ambientali. Nelle ultime settimane la Polizia Metropolitana ha rafforzato la propria presenza sul territorio con una serie di interventi mirati alla tutela della fauna selvatica e degli ecosistemi, concentrando l’attenzione soprattutto sulle aree maggiormente esposte ai fenomeni di caccia e cattura illegale. L’attività, coordinata dal comandante del Corpo ha portato a controlli, accertamenti di polizia giudiziaria e sequestri in diversi centri del Messinese.
Uno degli episodi più significativi si è verificato a San Pier Niceto, dove gli agenti hanno recuperato un esemplare di falco di palude in evidente difficoltà. Gli accertamenti veterinari hanno successivamente evidenziato la presenza di pallini di piombo nel corpo del rapace. L’animale è stato affidato alle cure specialistiche, mentre la Polizia Metropolitana ha avviato le indagini per cercare di risalire ai responsabili del ferimento. L’azione di contrasto si è concentrata anche sui sistemi illegali utilizzati per catturare la fauna selvatica. Nelle campagne a monte di Santa Lucia del Mela, un controllo effettuato con la collaborazione della Polizia Rurale del distaccamento di Barcellona Pozzo di Gotto ha consentito di individuare e sequestrare quattro lacci realizzati con cavetti d’acciaio e predisposti per la cattura illegale dei cinghiali. Un successivo intervento nella zona ha portato al ritrovamento di altri undici lacci, facendo salire a quindici il numero complessivo dei dispositivi sequestrati.
Sotto la lente degli agenti anche l’utilizzo di richiami acustici vietati. A Curcuraci, in contrada Marotta è stato sequestrato un richiamo elettronico per quaglie. All’interno dell’apparecchiatura è stato rinvenuto anche un dispositivo Gps sul quale sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi. L’intervento assume particolare rilievo anche perché l’area interessata ricade all’interno di una Zona di Protezione Speciale. Un altro richiamo acustico è stato sequestrato nel corso dei controlli effettuati in un’altra zona della provincia. Una serie di operazioni che mette in evidenza il ruolo specialistico della Polizia Metropolitana nella salvaguardia del patrimonio naturalistico, attraverso competenze in materia ambientale, venatoria e di polizia giudiziaria, unite alla conoscenza diretta del territorio.
“La tutela dell’ambiente e della fauna selvatica rappresenta una responsabilità che richiede presenza, competenza e capacità di intervento – sottolinea il sindaco metropolitano Federico Basile –. La Polizia Metropolitana svolge un’attività preziosa, spesso lontana dai riflettori, che consente di contrastare fenomeni di bracconaggio e comportamenti che danneggiano il patrimonio naturale del nostro territorio”. I controlli proseguiranno nelle diverse aree della provincia, con particolare attenzione ai territori maggiormente esposti agli illeciti e alle zone di maggiore rilevanza naturalistica. L’obiettivo è mantenere un presidio costante, rafforzando prevenzione e attività investigativa a tutela dell’ambiente, della fauna selvatica e della legalità.
