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INTERVISTE Bullismo e cyberbullismo, al Pugliatti di Furci Siculo gli studenti a confronto con il sociologo Francesco Pira

Un incontro promosso dall’istituto d'Istruzione superiore in collaborazione con la Fidapa di Santa Teresa di Riva per sensibilizzare i giovani sui rischi della rete, sul rispetto degli altri e sull’importanza di chiedere aiuto. La dirigente Maria Magaraci annuncia un percorso che coinvolgerà anche insegnanti e famiglie

Le interviste al sociologo Francesco Pira, la presidente della Fidapa S. Teresa Barbara Valenti, la dirigente Maria Magaraci e il sindaco Matteo Francilia

FURCI SICULO – Riconoscere la violenza, anche quando si nasconde dietro uno schermo, comprendere le conseguenze di un’offesa condivisa sui social e imparare a non rimanere in silenzio davanti alle prevaricazioni. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro dedicato al bullismo e al cyberbullismo che si è svolto questa mattina, giovedì 8 ottobre, nella sede di Furci Siculo dell’Istituto di istruzione superiore “Salvatore Pugliatti”. Un appuntamento rivolto agli studenti per affrontare un fenomeno che attraversa la quotidianità degli adolescenti, dentro e fuori le aule scolastiche, e che assume nuove dimensioni attraverso smartphone, piattaforme digitali e chat.

L’iniziativa, dal titolo “Insieme per dire no al bullismo e al cyberbullismo”, è stata organizzata dall’Istituto d’Istruzione superiore in collaborazione con la Fidapa, sezione di Santa Teresa di Riva e Val d’Agrò. L’incontro, ospitato nell’ex sala docenti, ha avuto come relatore il sociologo Francesco Pira, docente associato di Sociologia all’Università degli Studi di Messina, studioso dei processi comunicativi, della cultura giovanile e delle trasformazioni sociali legate alle nuove tecnologie. Ad aprire i lavori, secondo il programma dell’iniziativa, i saluti istituzionali della dirigente scolastica Maria Magaraci, del sindaco di Furci Siculo Matteo Francilia e della presidente della Fidapa Barbara Valenti.

Francesco Pira e i rischi della violenza che passa attraverso i social

Dalle aggressioni verbali e fisiche all’esclusione dal gruppo, dalle umiliazioni alle forme di emarginazione che possono segnare profondamente la vita di un adolescente. Il confronto con Francesco Pira ha posto al centro le diverse manifestazioni del bullismo, con particolare attenzione a quelle che trovano spazio nell’ambiente digitale. Il cyberbullismo, infatti, può amplificare gli effetti della violenza tra coetanei: un messaggio offensivo, una fotografia diffusa senza consenso, un contenuto denigratorio condiviso in una chat possono raggiungere rapidamente numerose persone e continuare a circolare anche dopo l’episodio iniziale. La dimensione digitale rende inoltre più difficile, per chi subisce queste forme di aggressione, trovare uno spazio nel quale sentirsi al riparo.

Pira, autore di pubblicazioni come “Figli delle App” e “La Buona EduComunicazione”, ha dedicato numerosi studi al rapporto tra giovani, comunicazione e nuove tecnologie. Tematiche che hanno costituito il riferimento per una riflessione sulla responsabilità individuale, sul rispetto della persona e sulla necessità di sviluppare una maggiore consapevolezza nell’utilizzo della rete. L’incontro è stato concepito anche come occasione di dialogo con gli studenti, in aula e collegati da remoto, con uno spazio dedicato alle loro domande e al confronto diretto con il sociologo.

La dirigente Magaraci: “La scuola deve essere un luogo in cui ciascuno si senta al sicuro”

Alla base dell’iniziativa c’è la convinzione che la prevenzione debba partire dalla scuola, attraverso l’ascolto, l’educazione al rispetto e la capacità di riconoscere tempestivamente i segnali di disagio. “La scuola è prima di tutto una comunità educante, un luogo in cui ciascuno deve sentirsi libero, rispettato e al sicuro”, ha sottolineato la dirigente scolastica Maria Magaraci, evidenziando come il bullismo e il cyberbullismo non possano essere liquidati come semplici manifestazioni di vivacità o goliardia.

Si tratta, piuttosto, di comportamenti che possono provocare conseguenze profonde sulla dignità e sul benessere delle persone, spesso aggravate dal silenzio di chi subisce o dall’indifferenza di chi assiste. “Dire no insieme significa, innanzitutto, aiutare i nostri studenti a riconoscere determinati comportamenti e a capire che chiedere aiuto è sempre la scelta giusta”, ha spiegato la dirigente, richiamando il valore educativo del confronto con un esperto. Un messaggio che riguarda non soltanto le vittime, ma anche chi assiste a episodi di prevaricazione e può contribuire a interrompere dinamiche di esclusione e violenza.

Non un appuntamento isolato: il coinvolgimento di docenti e famiglie

L’incontro rappresenta soltanto la prima tappa di un percorso più ampio che l’Istituto Pugliatti intende sviluppare sul tema del bullismo e del cyberbullismo. Come precisato dalla dirigente Magaraci, sono previsti ulteriori momenti di sensibilizzazione che coinvolgeranno studenti, studentesse, insegnanti e famiglie. L’obiettivo è costruire una rete educativa capace di accompagnare i ragazzi anche fuori dall’ambiente scolastico, favorendo il dialogo tra le diverse figure che partecipano alla loro crescita.

In questo contesto assume particolare importanza anche la collaborazione con la Fidapa di Santa Teresa di Riva e Valle d’Agrò, che ha affiancato la scuola nell’organizzazione dell’iniziativa, contribuendo a promuovere una riflessione collettiva su un fenomeno che coinvolge l’intera comunità. La sfida non è soltanto contrastare gli episodi di bullismo quando si verificano, ma intervenire prima, educando i giovani a riconoscere i confini tra scherzo e offesa, tra confronto e sopraffazione, tra libertà di espressione e rispetto della dignità altrui. È questo il significato del messaggio scelto per l’iniziativa: “Insieme si è più forti”. Un invito a non lasciare soli i ragazzi, a valorizzare l’ascolto e a trasformare la rete e i social media in strumenti di relazione e crescita, anziché di emarginazione e violenza.