TAORMINA – Avviare il percorso di scioglimento e messa in liquidazione di quattro organismi costituiti nell’ambito della riorganizzazione dei servizi comunali, riportando al centro dell’attività amministrativa il ruolo e le competenze dell’ente locale. È questo l’obiettivo della mozione presentata dai gruppi consiliari Rinascimento Taormina e Impegno Civico per Taormina, attraverso un atto di indirizzo sottoscritto dai rispettivi capigruppo Luca Manuli e Marcello Passalacqua. Una proposta destinata ad aprire un nuovo confronto politico in Consiglio comunale sul sistema delle partecipate e sulle modalità di gestione dei servizi pubblici nella città di Taormina.
Nel mirino dei due gruppi consiliari finiscono Taormina Social City, Patrimonio Taormina, Equità Urbana S.p.A. e Fondazione Taormina, quattro organismi con differenti forme giuridiche, istituiti per lo svolgimento di attività e servizi di interesse comunale. La richiesta avanzata dai consiglieri è quella di superare l’attuale assetto organizzativo, attraverso un percorso amministrativo che consenta di ricondurre le funzioni a una gestione maggiormente unitaria, rafforzando il controllo diretto del Comune e riducendo, secondo i proponenti, la frammentazione delle responsabilità.
Le contestazioni dei gruppi consiliari: “Le risorse restano pubbliche”
Alla base dell’iniziativa vi è una valutazione critica del modello organizzativo adottato dall’Amministrazione comunale. Secondo Manuli e Passalacqua, la costituzione di più strutture alle quali affidare attività precedentemente riconducibili all’ente rischierebbe di determinare una progressiva dispersione delle competenze e delle responsabilità, senza necessariamente tradursi in una maggiore efficienza nella gestione dei servizi. “Abbiamo contestato la scelta di moltiplicare le strutture alle quali affidare attività comunali e denunciato i rischi del trasferimento del personale. Ora chiediamo al Consiglio comunale di pronunciarsi sul superamento di questo modello”, dichiarano i due capigruppo. Una posizione che pone al centro anche il tema della sostenibilità economica e della trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. “Spostare attività, dipendenti e costi fuori dal bilancio del Comune non dimostra che si stia amministrando meglio. Le risorse restano pubbliche e il conto continua a riguardare i cittadini. L’Amministrazione deve rispondere dei risultati, dei costi complessivi e delle conseguenze delle proprie scelte”, sottolineano Manuli e Passalacqua.
Il nodo dei dipendenti e la tutela dei livelli occupazionali
Uno degli aspetti centrali della mozione riguarda il personale comunale e le possibili conseguenze dei trasferimenti verso i nuovi organismi. Un tema sul quale i due gruppi consiliari richiamano la necessità di garantire certezze occupazionali e piena tutela dei diritti dei lavoratori, indipendentemente dalle future scelte organizzative.”La vicenda dei dipendenti rende evidente dove porta questo percorso. Prima si creano le nuove strutture, poi si trasferiscono le attività e infine il personale necessario a farle funzionare. Il rafforzamento delle partecipate procede così insieme all’indebolimento del Comune. È questa direzione che vogliamo cambiare”, affermano i capigruppo.
La mozione non comporterebbe una chiusura immediata delle partecipate, ma rappresenterebbe il primo passo verso una possibile riorganizzazione. Qualora venisse approvata dal Consiglio comunale, l’Amministrazione sarebbe chiamata ad avviare il percorso necessario, individuando le modalità e i tempi per il superamento delle quattro strutture. I proponenti chiedono inoltre che, entro trenta giorni dall’approvazione, venga presentato un primo aggiornamento sulle iniziative intraprese.La questione assume così anche un significato politico, perché chiama la maggioranza consiliare a esprimersi su un modello di gestione dei servizi che i due gruppi di opposizione contestano e chiedono di modificare. “Chiediamo un percorso preciso, con responsabilità e tempi da rendere pubblici. La tutela dei dipendenti e la continuità dei servizi devono guidare ogni passaggio”, ribadiscono Manuli e Passalacqua, sollecitando una discussione in Consiglio comunale.
“Vogliamo che la mozione sia discussa e votata. La maggioranza dovrà assumersi la responsabilità di sostenere o respingere questo indirizzo davanti alla città: continuare a difendere il sistema delle partecipate significa anche rispondere di ciò che comporta per il Comune, per chi ci lavora e per i cittadini”, concludono i due capigruppo. La proposta apre dunque un nuovo capitolo nel dibattito politico taorminese, ponendo al centro il futuro delle partecipate, la gestione delle risorse pubbliche e il ruolo dell’ente comunale. Sarà adesso il Consiglio a confrontarsi sulla richiesta avanzata dai due gruppi, in una discussione che coinvolge direttamente l’organizzazione dei servizi e le prospettive dei lavoratori interessati.