Bob Sinclar torna in radio venerdì 6 novembre con una nuova versione di “Soul Makossa”, il celebre brano del sassofonista camerunese Manu Dibango pubblicato nel 1972. Il dj e produttore francese rielabora uno dei classici dell’afro-funk, conservandone gli elementi originali e introducendo sonorità house. La scelta non è casuale. Da sempre interessato alla musica africana e alla sua influenza sulla cultura musicale internazionale, Sinclar ha deciso di confrontarsi con una composizione che ha avuto un ruolo significativo anche nella storia del pop. Nella nuova versione restano centrali il sassofono, le percussioni e il ritmo dell’incisione originale, sui quali si sviluppa una produzione elettronica destinata anche ai club.
Da Manu Dibango a Michael Jackson e Rihanna: la storia di “Soul Makossa”
Pubblicata nel 1972, “Soul Makossa” è una delle composizioni più note di Manu Dibango, musicista camerunese scomparso nel 2020. Il brano ha contribuito a portare l’afro-funk all’attenzione del pubblico internazionale, ma la sua influenza è andata ben oltre il successo della registrazione originale. A renderlo particolarmente riconoscibile è la sequenza vocale “ma-ma-ko, ma-ma-sa, mako-mako-sa”, diventata una delle frasi ritmiche più celebri della musica pop. Nel 1982 Michael Jackson ne riprese una variazione in “Wanna Be Startin’ Somethin'”, contenuta nell’album “Thriller”. Venticinque anni dopo, nel 2007, Rihanna utilizzò a sua volta quel richiamo vocale in “Don’t Stop the Music”, uno dei singoli del suo album “Good Girl Gone Bad”. Due successi internazionali che testimoniano la diffusione di un elemento musicale nato all’interno della composizione di Dibango e successivamente entrato nel repertorio di artisti appartenenti a generazioni e generi differenti.
Bob Sinclar recupera le sonorità originali in una nuova produzione house
La reinterpretazione di Bob Sinclar si inserisce in questa lunga storia di contaminazioni. A differenza di una riscrittura completa, il produttore francese ha scelto di mantenere riconoscibile la struttura musicale di “Soul Makossa”, intervenendo soprattutto sull’arrangiamento e sulla componente elettronica. Il sassofono e le percussioni continuano a caratterizzare il brano, mentre la produzione house ne aggiorna il ritmo senza allontanarsi dall’impronta afro-funk dell’originale





