L’ebreo
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Mannino (Cgil Sicilia) a RadioTaormina Tv: “Il lavoro non si svende, il referendum è un atto di dignità”

Il segretario regionale: “In Sicilia precarietà e povertà dilaganti, servono tutele vere e cittadinanza per chi vive e lavora nel nostro Paese”

TAORMINA – “Il voto è la nostra rivolta”: con questo slogan la Cgil rilancia la mobilitazione in vista del referendum dell’8 e 9 giugno. A ribadire il senso e la posta in gioco dei cinque quesiti referendari è stato il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, ospite della trasmissione TaoMattina Live, condotta da Carmelo Caspanello su Radio Taormina Tv.

Mannino ha sottolineato come l’obiettivo del sindacato sia quello di cancellare leggi che “hanno prodotto solo precarietà, indebolito i diritti e reso più insicuro il lavoro. Oggi il lavoro si è impoverito – ha detto – e la Sicilia è il simbolo di questo fallimento: nel 2024 sono stati oltre 376mila i contratti precari, contro appena 57mila a tempo indeterminato. Un’intera generazione resta intrappolata in lavori instabili, sottopagati, senza futuro”.

Durante l’intervento sono stati illustrati i contenuti dei quesiti referendari: ripristino delle causali per i contratti a termine, stop agli appalti senza garanzie, diritto al reintegro per i licenziamenti illegittimi, maggiori tutele per chi lavora nelle piccole imprese e cittadinanza dopo cinque anni di residenza legale. “Sono cinque battaglie – ha spiegato Mannino – che toccano la vita quotidiana di milioni di persone. Non è una questione ideologica, ma di giustizia sociale”.

Il segretario ha anche lanciato un appello alla partecipazione: “Votare significa riprendersi la parola, scegliere di non restare spettatori. Soprattutto per le giovani generazioni e per chi vive il lavoro in condizioni di insicurezza e sfruttamento, questo referendum è un’occasione concreta di cambiamento”.