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Raddoppio ferroviario, aree dismesse passeranno ai Comuni. Francilia: “Stop ai malintesi”

A Palermo firmato il documento che sancisce l’unanimità dei sindaci del comprensorio sul mantenimento della previsione progettuale: Rfi cederà ai Comuni le aree dell’attuale linea Giampilieri-Fiumefreddo dopo la realizzazione del nuovo tracciato. Prevista una nuova delibera regionale e un progetto di riuso entro il 2026

PALERMO – L’accordo atteso da mesi è arrivato. Nel corso dell’incontro nella sede di Rfi, i sindaci e i rappresentanti dei Comuni coinvolti nel raddoppio ferroviario Messina-Catania hanno firmato all’unanimità il documento che ufficializza il mantenimento della previsione progettuale originaria: una volta completato il nuovo tracciato Giampilieri-Fiumefreddo, la linea storica verrà dismessa e Rfi provvederà alla bonifica delle aree, che saranno successivamente cedute ai Comuni interessati. Un passaggio considerato decisivo dai territori, che chiedevano chiarezza sulla destinazione degli spazi liberati dall’infrastruttura.

Il testo, indirizzato all’assessorato regionale alle Infrastrutture, al commissario straordinario per la linea Catania-Messina, ai vertici di Rfi e a Italferr, chiede anche di vincolare la stazione appaltante allo stanziamento delle risorse necessarie per la bonifica e l’eliminazione delle opere ferroviarie esistenti. È previsto un progetto esecutivo di riuso, da redigere secondo le linee guida del tavolo tecnico dell’ordinanza commissariale n. 49/2020, aggiornato ai nuovi prezzi e contestualizzato alla data di avvio delle opere. Il progetto dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2026 e, dopo il collaudo, consentirà il trasferimento delle aree ai Comuni e la definitiva cessazione dei vincoli ferroviari.

A sottoscrivere il documento sono stati i Comuni di Forza d’Agrò, Furci Siculo, Giardini Naxos, Itala, Letojanni, Nizza di Sicilia, Roccalumera, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Scaletta Zanclea, Taormina, Calatabiano e Fiumefreddo di Sicilia. Una compattezza che Matteo Francilia, sindaco di Furci Siculo, ha definito fondamentale per sbloccare la fase di stallo. “Questa mattina a Palermo presso Rfi – ha dichiarato – è stato stabilito definitivamente che tutti i Comuni interessati dai lavori del raddoppio ferroviario diventeranno titolari delle future aree bonificate e dismesse a carico di Rfi. Finalmente stop ai malintesi: andando oltre ogni appartenenza politica, i sindaci hanno trovato l’unità di intenti per riconsegnare al territorio ciò che era già previsto nel progetto originario. A noi interessa che vinca il territorio, nel rispetto delle sue peculiarità”.

Francilia ha aggiunto che, dopo la firma del documento, sarà predisposta una nuova delibera della Giunta regionale per recepire formalmente l’intesa. L’obiettivo è migliorare alcuni dettagli del progetto in funzione delle esigenze del comprensorio. “Ringrazio tutti gli amministratori presenti per la condivisione – ha detto –. Nel prossimo step stabiliremo cosa realizzare nelle future aree dismesse da Rfi. Nel frattempo continuiamo a monitorare”.

La definizione del futuro degli spazi liberati dal vecchio tracciato aprirà ora una fase di programmazione strategica per i Comuni del versante jonico, chiamati a trasformare un’eredità infrastrutturale in un’opportunità di rigenerazione urbana e territoriale. L’accordo di Palermo sancisce un impegno formale che coinvolge Regione, struttura commissariale e amministrazioni locali, ponendo basi più solide per uno dei cantieri più rilevanti della mobilità siciliana.