ROCCALUMERA – La diffida è formale, scritta nero su bianco e accompagnata da numeri precisi. Il Comune di Roccalumera ha notificato al Comune di Furci Siculo e alla società Alak Srl, gestore dell’impianto consortile, una nuova nota con cui torna a segnalare criticità nella gestione del servizio di depurazione intercomunale. Un atto che il sindaco Giuseppe Lombardo ha voluto richiamare e contestualizzare anche pubblicamente nel corso della conferenza stampa tenuta in municipio dal titolo “Roccalumera, impianto fognario e depuratore: ecco il progetto che cambia il futuro ambientale”, occasione in cui l’amministrazione ha illustrato la strategia complessiva sul fronte ambientale.
Le date e i richiami ufficiali
Nella diffida, protocollata il 20 agosto 2025, il sindaco Lombardo richiama espressamente le precedenti note di diffida prot. n. 10045 del 30 giugno 2025 e quella successiva del 10 luglio 2025, sottolineando come anche il riscontro trasmesso dal Comune di Furci Siculo il 7 agosto 2025 non abbia risolto le criticità evidenziate. Un passaggio su cui il primo cittadino è stato netto, chiarendo che “nonostante le reiterate comunicazioni, allo stato attuale non è pervenuto alcun riscontro risolutivo alle problematiche segnalate”, ribadendo così la necessità di interventi immediati.
I dati sui reflui e l’allarme sull’impianto
Il cuore della diffida è rappresentato dai numeri. “Nonostante la popolazione residente di Furci Siculo sia inferiore di circa mille abitanti rispetto a quella di Roccalumera e con una minore popolazione fluttuante – si legge nella nota – questo Comune continua a conferire all’impianto di depurazione consortile volumi di reflui notevolmente superiori”. Dati alla mano, dalla documentazione emerge che “il Comune di Furci Siculo scarica mediamente 500/600 metri cubi in più al giorno rispetto al Comune di Roccalumera”, quantitativi che determinano “una pressione eccessiva sull’impianto, con grave rischio di comprometterne il regolare funzionamento e con possibili conseguenze di inquinamento ambientale” diffida.
La richiesta di interventi urgenti e la posizione di Roccalumera
Alla luce di questa situazione, Roccalumera ha nuovamente invitato il Comune di Furci Siculo “ad adottare con urgenza i provvedimenti di competenza affinché tale trend cessi immediatamente”. Contestualmente, la diffida chiama in causa anche Alak Srl, invitata a verificare “se le pompe di sollevamento e di spinta risultino sottodimensionate o comunque non idonee a garantire un corretto equilibrio dell’intero impianto”, individuando proprio in tali criticità una possibile causa dei sovraccarichi e dei conseguenti malfunzionamenti.
Il documento chiarisce inoltre che, “in caso di malfunzionamenti o, peggio, di episodi di inquinamento”, il Comune di Roccalumera “si riterrà sollevato da qualsiasi responsabilità” e si riserva di agire nelle sedi competenti e davanti alle autorità preposte alla tutela dell’ambiente.
La conferenza stampa e il progetto da 6,6 milioni di euro
Il tema è stato ripreso dal sindaco Lombardo durante la conferenza stampa in municipio, non solo per ribadire la posizione dell’ente sulla depurazione intercomunale, ma anche per inserire la vicenda all’interno di una visione più ampia. Nel corso dell’incontro è stato infatti presentato il progetto che guarda al futuro ambientale di Roccalumera: un investimento complessivo da 6,6 milioni di euro che prevede interventi sulla rete fognaria, sul sistema di depurazione, sul riuso delle acque reflue e sulla riqualificazione urbana.
Un piano strategico che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta a coniugare tutela ambientale, infrastrutture moderne e qualità della vita. Ma che, allo stesso tempo, rende ancora più stringente la richiesta di chiarezza e responsabilità nella gestione condivisa dell’impianto consortile, affinché le criticità segnalate non compromettano un percorso di sviluppo che Roccalumera ha già messo nero su bianco.






