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Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, M5S si interroga sul silenzio dell’assessora alla Salute

PALERMO – Si accende lo scontro politico all’Assemblea regionale siciliana, a seguito dell’ipotesi di trasferimento o di collegamento funzionale della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina al Policlinico “Rodolico” di Catania. A chiedere chiarezza immediata è il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca, che ha sollecitato un’audizione urgente dell’assessora regionale alla salute, Daniela Faraoni, davanti alla sesta commissione parlamentare.

Secondo quanto riferito dal deputato pentastellato, nelle ultime ore il ministero della salute avrebbe subordinato il mantenimento della Cardiochirurgia pediatrica taorminese ad un collegamento funzionale con una struttura classificata come Dea di secondo livello, individuata esclusivamente nel Policlinico catanese. Una prospettiva che De Luca definisce “grave e poco trasparente”, soprattutto alla luce del silenzio dell’assessorato regionale. “È necessario fare immediatamente chiarezza – afferma – perché l’assessora tace su una vicenda così delicata? E soprattutto perché il ministero, che inizialmente indicava anche l’ospedale Papardo di Messina come possibile azienda ospitante, oggi cambia linea e indica solo Catania, sconfessando di fatto le proprie precedenti valutazioni?”.

Secondo il capogruppo M5S, dietro la presunta scelta tecnica si celerebbero invece equilibri e pressioni politiche: “È più che evidente – sottolinea – che si voglia favorire un’area politica di riferimento del ministero, sacrificando un presidio sanitario che ha dimostrato negli anni efficienza, qualità clinica e risultati eccellenti”. Al centro della contestazione c’è il principio dell’autonomia operativa della cardiochirurgia pediatrica di Taormina, ritenuta non solo legittima ma anche pienamente coerente con il quadro nazionale. “In Italia – ricorda De Luca – esistono almeno sette cardiochirurgie pediatriche che operano in completa autonomia, senza alcun collegamento con strutture per adulti. Non si comprende perché Taormina non possa continuare a farlo”.

Il tema, oltre a coinvolgere assetti sanitari e organizzativi di primaria importanza, tocca direttamente il diritto alla salute dei pazienti più fragili. “Non è accettabile – conclude il deputato – subordinare la salute dei bambini a una competizione campanilistica tra città o a giochi di potere tra partiti. Su questi temi non sono tollerabili ambiguità né silenzi”. Da qui l’appello al presidente della sesta commissione Ars, Giuseppe Laccoto, affinché la richiesta di audizione venga calendarizzata nel più breve tempo possibile. Un passaggio ritenuto imprescindibile per fare luce su una vicenda che rischia di avere ricadute profonde sull’organizzazione della sanità siciliana e sul futuro di un presidio di eccellenza riconosciuto a livello regionale e nazionale.