Le dichiarazioni dell’assessore Alessandra Calafione ed Enrico Pistorino referente Federazione italiana organismi per le persone senza dimora
MESSINA entra nel cuore dell’indagine nazionale Istat sulle persone senza dimora, uno dei più complessi e delicati esercizi di conoscenza sociale mai avviati nel Paese. Non si tratta di una semplice rilevazione numerica, ma di un lavoro strutturato che punta a leggere in profondità un fenomeno spesso frammentato, mutevole e difficile da intercettare, soprattutto nelle grandi città. L’obiettivo è costruire una base informativa solida e comparabile a livello nazionale, capace di orientare le scelte delle amministrazioni e rendere più efficaci gli interventi contro la grave marginalità.
Messina è una delle 14 aree metropolitane coinvolte. Un territorio esteso, articolato, con caratteristiche urbane e sociali molto diverse tra loro, che vanno dai villaggi collinari alle periferie, dal centro storico alle aree a ridosso delle infrastrutture principali. Proprio questa complessità rende il censimento uno strumento strategico: la povertà estrema non è concentrata in un unico luogo, ma attraversa la città in modo diffuso e spesso silenzioso.
Una mappa sociale costruita con metodo
L’indagine si fonda su un’impostazione rigorosa. L’intero territorio comunale è stato suddiviso in 85 micro-zone, definite secondo criteri scientifici omogenei a livello nazionale. Un lavoro preparatorio che ha permesso di distinguere le aree ad alta densità abitativa da quelle meno frequentate o impervie, già verificate preventivamente. La rilevazione operativa si concentra ora su 36 micro-zone, quelle in cui è più probabile intercettare la presenza di persone senza dimora: villaggi, quartieri urbani, centro storico, zona della stazione.
Sul campo operano circa 130 volontari, tra cittadini, associazioni e Gruppo comunale di Protezione civile, tutti riconoscibili e formati per svolgere l’attività nel rispetto delle persone coinvolte. A questo si affianca un ulteriore passaggio, previsto nei prossimi giorni, con la somministrazione dei questionari, che consentirà di raccogliere informazioni qualitative fondamentali: condizioni di vita, bisogni, percorsi personali, rapporto con i servizi.
Il valore dell’operazione è anche civico. L’Università degli Studi di Messina ha riconosciuto crediti formativi agli studenti partecipanti, coinvolgendo direttamente le nuove generazioni in un’attività che unisce metodo scientifico e responsabilità sociale. Una scelta che rafforza il legame tra formazione, territorio e politiche pubbliche.
Dati, servizi e prevenzione
Per l’amministrazione comunale, il censimento rappresenta un tassello di un percorso già avviato da tempo. Negli ultimi anni, la città ha progressivamente rafforzato i servizi dedicati alle persone senza dimora, costruendo una rete integrata tra strutture comunali e realtà del terzo settore. Centri di accoglienza, servizi diurni, presidi nelle aree più sensibili e unità di strada costituiscono oggi un sistema stabile, capace di intervenire sia in situazioni ordinarie sia nelle fasi di emergenza.
I monitoraggi più recenti indicano una presenza contenuta di persone che vivono stabilmente in strada, con numeri che si riducono ulteriormente nei periodi più critici, grazie all’attivazione tempestiva dei servizi. Resta però una quota di persone che, pur intercettate, scelgono di non aderire ai percorsi di supporto proposti. Anche per questo, disporre di dati aggiornati e completi diventa essenziale: conoscere significa prevenire, programmare, affinare gli strumenti.
Il censimento assume inoltre una rilevanza diretta per la Protezione civile. La mappatura delle presenze fragili, soprattutto in aree non urbanizzate o marginali, consente di pianificare interventi più efficaci in caso di eventi emergenziali, come incendi o alluvioni. Sapere dove cercare e chi cercare può fare la differenza nei momenti critici.
Dal numero alla politica pubblica
L’indagine Istat non si esaurisce nella conta. Il suo senso più profondo sta nella capacità di trasformare informazioni statistiche in scelte amministrative consapevoli. Rendere visibile un fenomeno che spesso resta ai margini significa riconoscerlo come parte integrante della città e assumersi la responsabilità di governarlo con strumenti adeguati.
Messina affronta questa sfida con un approccio pragmatico: metodo scientifico, collaborazione tra enti, coinvolgimento della comunità e integrazione dei servizi. È in questo passaggio, dal dato alla decisione, che il censimento trova il suo valore più concreto. Non per raccontare l’emergenza, ma per costruire risposte strutturate, capaci di incidere nel tempo sulla qualità della vita delle persone più fragili e, di riflesso, sull’equilibrio sociale dell’intera città.
