Nel corso della puntata di Taomattina Live, condotta da Carmelo Caspanello, spazio alla letteratura e al racconto identitario con l’intervista a Carlo Barbera, cantastorie, scrittore e uomo di teatro, che ha presentato il suo nuovo romanzo Chiamami Giusy, pubblicato nella collana Heloquence di Aurea Nox. Un dialogo intenso che ha permesso di entrare nel cuore di un’opera capace di attraversare decenni di storia siciliana, mettendo a nudo contraddizioni sociali, silenzi collettivi e desideri di libertà. “In Sicilia nessuno è davvero solo, perché anche il silenzio ha sempre qualcuno che ascolta, giudica, commenta”, da questa affermazione prende forma il romanzo, che segue la parabola di Giusy dagli anni del boom economico fino ai primi Duemila. Una protagonista che sceglie consapevolmente di non adeguarsi, di non chiedere permesso e di non cercare assoluzioni, muovendosi dentro una società dominata dal perbenismo e dall’ipocrisia.
Ai microfoni di Radio TaorminaTv, Barbera ha raccontato una Sicilia osservata senza filtri, a partire dai luoghi simbolo come via Etnea, tra Catania, Acireale e Messina. Giusy costruisce il proprio percorso di ascesa sociale ed imprenditoriale sfidando apertamente le convenzioni, il controllo sul corpo femminile e il giudizio costante della comunità. Un cammino che non rinnega gli eccessi, ma li assume come parte integrante di una ricerca di autodeterminazione. Chiamami Giusy è un romanzo dichiaratamente realistico e anticonvenzionale, una scelta narrativa che, come sottolinea Barbera è capace di dividere, ma di restituire un ritratto autentico e spigoloso di una Sicilia reale, fatta di voci che parlano e di ferite private consumate sotto lo sguardo pubblico.
Nel corso del dialogo è emersa anche la cifra stilistica dell’autore, fortemente legata alla tradizione orale e teatrale, con la quale l’artista ancora una volta, con abile mastria racconta la sua Sicilia.






