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Costa jonica in ginocchio, il sindaco Lo Giudice chiama lo Stato: “Un piano straordinario per salvare la viabilità”

Oltre due chilometri di lungomare distrutti, traffico interdetto e rischi per la sicurezza pubblica: Santa Teresa di Riva chiede un tavolo tecnico urgente per affrontare l’emergenza che coinvolge l’intero asse Messina–Taormina

S. TERESA DI RIVA – La costa jonica tra Messina e Taormina vive una delle fasi più critiche degli ultimi anni sul fronte della viabilità e della sicurezza pubblica. A certificarlo, nero su bianco, è la richiesta formale inviata dal sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, alle massime istituzioni regionali e nazionali, con l’obiettivo di ottenere la convocazione urgente di un tavolo tecnico interistituzionale capace di affrontare un’emergenza che ha ormai superato i confini comunali. Il primo cittadino si è rivolto al presidente della Regione siciliana, al Dipartimento regionale della Protezione civile, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Prefettura di Messina e alla Città metropolitana

La situazione è precipitata a seguito dei gravi eventi meteorologici che hanno colpito il territorio nel mese di gennaio 2026, culminati con il passaggio del ciclone Harry. Un’ondata di maltempo che ha lasciato dietro di sé un bilancio pesantissimo: dissesti, crolli, voragini e infrastrutture compromesse lungo l’asse costiero Messina–Taormina, con epicentro nel territorio di Santa Teresa di Riva.

Un lungomare devastato e una città spezzata

Il quadro che emerge dalla relazione trasmessa agli enti competenti è allarmante. Il lungomare Falcone–Borsellino risulta gravemente danneggiato sia nella parte nord che in quella sud del centro abitato. In diversi tratti la carreggiata è completamente collassata, con sottoservizi distrutti in entrambe le direzioni di marcia. Oltre 2,5 chilometri dell’asse viario sono di fatto inutilizzabili, con interdizione totale alla circolazione di autoveicoli, mezzi pesanti, autobus del trasporto pubblico e persino mezzi di soccorso e di protezione civile Danilo.

La conseguenza immediata è una paralisi della mobilità intercomunale. Il traffico, già fortemente congestionato, è stato deviato quasi esclusivamente sulla strada statale 114, con gravi disagi per residenti, pendolari e attività economiche. Le strade alternative risultano strette, tortuose e inadatte a sostenere un flusso veicolare così intenso, soprattutto in direzione Messina–Catania.

Ordinanze, emergenza e interventi tampone

Fin dai primi giorni dell’emergenza, l’amministrazione comunale ha attivato il Centro operativo comunale e adottato una serie di ordinanze contingibili e urgenti per limitare i rischi. Dal divieto di sosta sul lungomare alla chiusura totale o parziale del traffico, fino agli interventi di somma urgenza per la messa in sicurezza delle abitazioni e delle infrastrutture pubbliche, il Comune ha cercato di fronteggiare una crisi senza precedenti con i mezzi a disposizione Danilo.

Ad oggi sono stati avviati lavori per oltre 2 milioni di euro, ma si tratta di interventi provvisori, necessari per ridurre il pericolo immediato ma insufficienti a restituire una viabilità stabile e sicura. Anche la realizzazione di una pista di fuga provvisoria nella zona nord del paese, pur rappresentando un sollievo temporaneo, non può essere considerata una soluzione definitiva.

Un nodo strategico per il raddoppio ferroviario

A rendere il quadro ancora più complesso è il legame diretto tra la viabilità costiera e i lavori per il raddoppio ferroviario Messina–Catania, lotto 1-2. Il transito sul lungomare Falcone–Borsellino è un passaggio obbligato per i mezzi pesanti impegnati nel cantiere. Un ritardo nel ripristino della strada avrebbe ripercussioni dirette sul cronoprogramma dell’opera e sui finanziamenti già assegnati, con il rischio di un effetto domino su un’infrastruttura strategica per l’intera Sicilia orientale Danilo.

Una emergenza sovracomunale

È questo il punto centrale sottolineato dal sindaco Lo Giudice: l’emergenza non può essere affrontata da un singolo Comune. Le risorse tecniche, finanziarie e operative di Santa Teresa di Riva non sono sufficienti per risolvere un problema che coinvolge l’intero comprensorio jonico, dalla sicurezza della popolazione alla continuità dei collegamenti stradali lungo uno dei tratti più trafficati della provincia di Messina.

Da qui la richiesta al presidente della Regione siciliana, in qualità di commissario delegato per l’emergenza, di convocare con urgenza un tavolo tecnico con tutte le amministrazioni e gli enti competenti. L’obiettivo è definire un piano coordinato di interventi per il ripristino del lungomare e, più in generale, della viabilità costiera Messina–Taormina, superando la logica delle soluzioni tampone e avviando un percorso strutturale e condiviso Danilo.

La posta in gioco: sicurezza e futuro del territorio

In gioco non c’è soltanto la circolazione stradale, ma la sicurezza di un’intera popolazione costiera, già messa a dura prova da eventi meteorologici sempre più frequenti e intensi. Il rischio di nuovi crolli, l’instabilità dei muri di sostegno e delle fondazioni, l’esposizione delle abitazioni prospicienti il mare rendono evidente la necessità di un intervento rapido, coordinato e di ampio respiro.

La richiesta del Comune di Santa Teresa di Riva si inserisce dunque in un contesto più ampio, che chiama in causa la capacità delle istituzioni di rispondere a emergenze complesse con strumenti straordinari. Un banco di prova decisivo per la tutela del territorio, la sicurezza dei cittadini e la tenuta infrastrutturale della costa jonica.