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INTERVISTA Messina, Cicala: “Rafforzata la riscossione, debiti da 382 a 10,6 milioni”

Tari in calo, recupero evasione e salto nella digitalizzazione tra i risultati illustrati a Palazzo Zanca

L’intervista all’assessore Roberto Cicala

MESSINA – “Al 31 dicembre 2025 il dato dei debiti censiti dal Comune di Messina è di 10,6 milioni di euro. Nel 2013 erano 382 milioni, nel 2022 erano 95”. È il numero che sintetizza il percorso di risanamento finanziario illustrato a Palazzo Zanca dal sindaco Federico Basile, dal suo predecessore Cateno De Luca e dall’assessore al Contenzioso Roberto Cicala. Un confronto netto con il passato: nel 2013 il totale dei debiti censiti nel Piano di riequilibrio superava i 380 milioni; nel 2018 era ancora pari a 382 milioni; nel 2022 si attestava a 95 milioni; oggi il dato ufficiale è di 10,668 milioni di euro al 31 dicembre 2025.

Debiti fuori bilancio e contenzioso

Uno dei capitoli centrali riguarda i debiti fuori bilancio e il contenzioso. Nel 2018 l’ammontare complessivo dei debiti per sentenze esecutive e per prestazioni senza impegno di spesa era pari a 121.161.399,88 euro. Al 31 dicembre 2025 la cifra dei debiti fuori bilancio da riconoscere è scesa a 10.668.000 euro, con una riduzione superiore all’88%.

Anche il rischio legato ai giudizi pendenti risulta ridimensionato. Nel 2018 il debito potenziale stimato dagli avvocati difensori era pari a 81.293.886 euro, su un valore complessivo delle controversie di oltre 194 milioni. Al 31 dicembre 2025 il debito potenziale scende a 34.924.268 euro, nonostante il valore complessivo delle cause sia superiore ai 221 milioni. Il fattore di rischio passa dal 41,8% al 15,7%.

Per quanto riguarda le società partecipate, nel 2018 i debiti censiti ammontavano a 132.351.978,58 euro, tra Atm azienda speciale, Messinambiente e altre società minori. Nel luglio 2022, con la rimodulazione del Piano di riequilibrio, tale somma è stata espunta dal piano. Nel 2022 i debiti complessivi della vecchia Atm, di Messinambiente e dell’Ato3 erano pari a 143 milioni. Oggi si attestano a circa 75 milioni. Resta aperta la questione dei circa 60 milioni legati alla vecchia Atm, sui quali dovrà pronunciarsi un soggetto terzo.

Recupero evasione e riduzione della Tari

Accanto alla riduzione del debito, l’amministrazione ha evidenziato i risultati sul fronte dei tributi. Dal 2019 sono state individuate 10.095 nuove utenze Tari e circa 2,7 milioni di metri quadrati di superfici omesse o dichiarate in modo infedele. Le attività di riaccertamento hanno portato a un incremento dell’8,12% delle utenze iscritte e del 22,40% delle superfici registrate.

Gli accertamenti per mancato versamento Imu e per omessa o infedele dichiarazione Tari, nel periodo 2013-2025, ammontano complessivamente a oltre 108 milioni di euro per la Tari e oltre 33 milioni per l’Imu. La capacità di riscossione, che misura l’efficacia dell’ente nel trasformare gli accertamenti in incassi reali, passa dai 69,1 milioni del 2017 ai 92,5 milioni del 2025, con un trend costante di crescita. L’obiettivo dichiarato è raggiungere quota 100 milioni.

Sul fronte Tari, dal 2024 si registra un abbassamento del 35% rispetto al 2023. La bolletta per una famiglia di tre persone in un’abitazione di 90 metri quadrati è passata da 439 euro nel 2023 a 297 euro nel 2024, con un risparmio netto di 142 euro. Nel 2025 la tariffa media per la stessa tipologia di abitazione è pari a 303 euro, al di sotto della media nazionale di 340 euro. Per il 2026 è prevista un’ulteriore riduzione a 287 euro, con un calo del 5,2%.

Digitalizzazione e banca dati unica

Il percorso di risanamento è stato accompagnato da un processo di digitalizzazione dell’ente. Dal 2018 è stata avviata la migrazione verso un gestionale unico con banca dati integrata. Sono stati attivati lo sportello telematico per oltre 250 tipologie di pratiche, il portale tributario per la gestione autonoma dei tributi, il portale “Le mie multe” con visualizzazione e pagamento immediato dei verbali, il nuovo sito istituzionale e servizi di protocollazione semi-automatica delle Pec.

Nel 2025 i servizi digitali hanno registrato 1.681.579 accessi complessivi. Il miglioramento si riflette anche nella classifica ICity Rank delle amministrazioni digitali: Messina è passata dal 92° posto nel 2018 al 14° posto nel 2024 tra le città capoluogo di provincia. Riduzione del debito, abbattimento del contenzioso, recupero dell’evasione e innovazione digitale sono i quattro assi su cui l’amministrazione rivendica il percorso compiuto. Il dato simbolico resta quello finale: 10,6 milioni di euro di debito contro i 382 del 2013.