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INTERVISTA Germanà scuote le comunali e “blinda” Scurria: “Basta suggeritori”. Intanto volano querele

Il segretario regionale della Lega presenta il candidato sindaco del centrodestra e attacca l’amministrazione uscente: “Basta manovratori e spettacoli, la città ha bisogno di autorevolezza e visione”

MESSINA – A due giorni dalla presentazione ufficiale di Marcello Scurria come candidato sindaco del centrodestra, Nino Germanà torna a intervenire per chiarire la posizione della Lega e rafforzare la scelta compiuta dalla coalizione. Il senatore e segretario regionale del partito in Sicilia indica in Scurria “il profilo giusto per governare Messina”, sottolineandone esperienza professionale e autonomia politica in una fase che, a suo giudizio, richiede solidità amministrativa e chiarezza di indirizzo.

Nel corso dell’incontro con la stampa, Germanà ha marcato la distanza rispetto all’attuale assetto politico cittadino. “Scurria – ha affermato – non ha bisogno di suggeritori. Ha l’autorevolezza per stare sul palco senza ghost writer e senza manovratori”. Un passaggio che richiama indirettamente il sindaco uscente Federico Basile e il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, sostenitore della sua ricandidatura.

Il segretario della Lega ha anche riconosciuto le difficoltà vissute in passato dal centrodestra messinese, tra divisioni interne e candidature rivelatesi poco efficaci. Oggi, sostiene, la coalizione si presenta compatta attorno a un nome che rappresenta una sintesi politica e professionale. “Messina ha bisogno di altro”, è il messaggio di fondo, con l’obiettivo dichiarato di chiudere una stagione che Germanà descrive come segnata più dall’ordinaria amministrazione e dalla dimensione spettacolare che da una visione strutturata di sviluppo.

Dalla serenata di quattro anni fa alla rottura

Nel corso del confronto con i giornalisti è tornato anche un episodio simbolico di quattro anni fa: la serenata sotto casa che Cateno De Luca dedicò proprio a Germanà, in una fase politica molto diversa dall’attuale. All’epoca i rapporti erano distesi; oggi il clima è radicalmente cambiato.

Alla domanda su cosa sia mutato rispetto ad allora, Germanà ha risposto con una battuta che fotografa la distanza attuale: “Ora, se suonasse sotto casa – ha detto – butterei l’olio bollente dal balcone, come facevano gli antichi”. Un’ironia che rimarca plasticamente la rottura tra i due e il passaggio da una stagione di interlocuzione a una di contrapposizione aperta.

L’attacco sul Risanamento

Il confronto politico si è rapidamente spostato sulla vicenda della revoca dell’incarico di sub-commissario al Risanamento che il presidente della Regione Renato Schifani aveva affidato a Scurria. A riportare il tema al centro del dibattito è stato Cateno De Luca, che ha ricordato come “Schifani rimosse Scurria parlando di gravi criticità gestionali. Scurria ha fatto ricorso e il Tar gli ha dato torto. Vogliamo che il candidato sindaco del centrodestra risponda nel merito di quanto sostenuto, non da me o da Basile, ma da Schifani e dallo stesso Tar”.

Un affondo che chiama in causa atti formali e decisioni amministrative, trasformando un episodio del passato in uno dei primi terreni di scontro della campagna elettorale.

La replica e l’escalation giudiziaria

La risposta di Marcello Scurria è stata immediata. “In merito alle gravissime e false affermazioni dell’on. Cateno De Luca, relative al periodo di mia gestione del Risanamento di Messina in qualità di sub commissario – ha dichiarato – provvederò alla querela in sede penale”.

Scurria ha inoltre annunciato di aver già avviato un’azione civile per risarcimento del danno nei confronti di Federico Basile, che sulla stessa vicenda aveva parlato di danno erariale e concorrenza sleale. “Rilevo intanto che Cateno De Luca, già dalle prime battute di questa campagna elettorale, si dimostra ‘badante’ e difensore di Basile con uscite scomposte e prive di fondamento”.

Da lì in poi il confronto si è intensificato, con ulteriori dichiarazioni e l’annuncio di nuove querele: prima due, poi una terza e, nella serata di ieri, una quarta. La competizione per Palazzo Zanca si muove così su un doppio binario. Mentre la città si avvia verso una campagna elettorale che promette di essere lunga e particolarmente serrata.