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IL CASO

Polizia locale di Taormina, De Luca: “Nessun passo indietro del Comune, la sentenza del Tar chiarisce i fatti”

Il sindaco interviene dopo la decisione del Tribunale amministrativo sulla riorganizzazione del Corpo. “Ricorsi improcedibili per difetto di interesse, l’amministrazione ha difeso la legittimità dei propri atti”

TAORMINA – La sentenza del Tribunale amministrativo regionale sulla riorganizzazione del Corpo della Polizia locale riaccende il dibattito politico in città. A intervenire è il sindaco Cateno De Luca, che respinge con decisione le interpretazioni diffuse nelle ultime ore e sostiene che il pronunciamento del Tar non rappresenti in alcun modo una marcia indietro dell’amministrazione comunale.

Secondo De Luca, la decisione dei giudici amministrativi confermerebbe invece la correttezza del percorso intrapreso dal Comune nella gestione della struttura organizzativa del Corpo. “Con riferimento alle vicende che hanno riguardato la Polizia locale di Taormina – afferma il sindaco – si chiarisce che l’amministrazione comunale non ha fatto alcun passo indietro, insistendo nel corso del giudizio per ottenere una pronuncia del giudice e difendendo la legittimità degli atti amministrativi adottati”.

Il riferimento è alla sentenza del Tar di Catania n. 680 del 2026, che ha esaminato il ricorso presentato dal sindacato Silpol nell’ambito della controversia legata alla riorganizzazione della macrostruttura del Comune.

La sentenza del Tar e l’improcedibilità dei ricorsi

Nel dettaglio, il Tar ha dichiarato improcedibili i ricorsi presentati dal Silpol per sopravvenuto difetto di interesse. Un passaggio che, secondo il sindaco, smentirebbe le ricostruzioni secondo cui l’amministrazione avrebbe modificato la propria posizione nel corso del giudizio.

Nel dispositivo della sentenza viene infatti riportato che durante l’udienza pubblica del 24 febbraio 2026 il difensore della parte ricorrente ha comunicato al Collegio l’intervenuta cessazione della materia del contendere, sostenendo che il Comune avesse dato seguito a quanto previsto con la delibera n. 181 del 21 luglio 2025. Il legale ha quindi rimesso al Collegio la regolazione delle spese di giudizio, posizione condivisa anche dalla difesa del Comune.

Secondo De Luca, però, la decisione finale dei giudici non ha accolto la tesi del ricorrente. “Il Collegio non ha condiviso quella impostazione – sottolinea – dichiarando i ricorsi improcedibili per sopravvenuto difetto di interesse, una fattispecie ben diversa dalla cessazione della materia del contendere”.

Una distinzione giuridica che, secondo il sindaco, dimostrerebbe come l’amministrazione non abbia arretrato sul piano sostanziale. De Luca sostiene inoltre che il comportamento processuale della parte ricorrente potrebbe essere stato determinato dal timore di un possibile rigetto dei ricorsi con conseguente condanna alle spese legali.

La riorganizzazione del Corpo e il quadro amministrativo

La vicenda si inserisce nel processo di riorganizzazione della macchina amministrativa del Comune avviato negli ultimi anni. In particolare, il Corpo della Polizia locale è stato interessato dalla revisione della macrostruttura dell’ente decisa dalla Giunta comunale con la deliberazione n. 186 del 23 settembre 2024.

Quella scelta, spiega De Luca, era stata adottata in ottemperanza alle indicazioni del Ministero dell’Interno nell’ambito dell’approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrata per il triennio 2021-2023. In quella fase il Corpo della Polizia locale era stato collocato temporaneamente tra le strutture di secondo livello.

Il sindaco precisa tuttavia che questa collocazione non avrebbe mai compromesso le funzioni operative e l’autonomia del Corpo. “La Polizia locale – evidenzia – è sempre rimasta diretta da un comandante e sottoposta esclusivamente al sindaco o all’assessore delegato, mantenendo la piena autonomia nell’esercizio delle proprie funzioni”.

Nel frattempo il quadro finanziario dell’ente è cambiato. L’uscita anticipata dal dissesto finanziario ha consentito al Comune di superare il blocco delle assunzioni e di avviare una nuova fase di riorganizzazione amministrativa. Proprio in questo contesto la Giunta comunale ha approvato la delibera n. 48 del 2 marzo 2026 con cui è stato deciso di riportare il Corpo della Polizia locale tra le strutture di primo livello dell’organizzazione comunale.

Le polemiche politiche

Secondo De Luca, quest’ultima scelta amministrativa non sarebbe collegata al giudizio davanti al Tar. Il sindaco sostiene infatti che la decisione della Giunta sia frutto esclusivamente di una valutazione organizzativa resa possibile dal nuovo assetto finanziario del Comune. Nelle sue dichiarazioni il primo cittadino riserva anche una critica alla senatrice messinese Dafne Musolino, che nelle scorse ore aveva commentato la vicenda interpretando la sentenza come una sconfitta dell’amministrazione.

“Spiegati i passaggi tecnici e legali – osserva De Luca – stupisce che la senatrice Musolino, da avvocato, abbia interpretato in modo così errato la sentenza del Tar”. Il sindaco si chiede quindi se la valutazione espressa dalla parlamentare sia stata formulata senza un adeguato approfondimento del contenuto della decisione oppure se, al contrario, vi sia stata una lettura volutamente distorta del provvedimento. La vicenda resta dunque al centro del confronto politico cittadino, con la sentenza del Tar che continua a essere oggetto di interpretazioni diverse tra maggioranza e opposizione mentre il Comune prosegue nel percorso di riorganizzazione della propria struttura amministrativa.