MESSINA – La richiesta è chiara: convocare subito la Commissione bilancio per fare luce sui conti del Comune. Il piano di riequilibrio torna così al centro dello scontro politico, con la candidata sindaca del centrosinistra Antonella Russo che parla di “dati preoccupanti, silenzi e contraddizioni” e chiama in causa il sindaco dimissionario Federico Basile. “Sullo stato dei conti comunali Basile non poteva non sapere – afferma – la città merita chiarezza, perché da quei numeri passa la credibilità dell’azione amministrativa portata avanti in questi anni”.
Accanto a lei i consiglieri comunali uscenti del Partito democratico Alessandro Russo e Felice Calabrò, che hanno rilanciato il tema della nota inviata dalla Corte dei conti il 20 marzo 2026, relativa al monitoraggio del piano di riequilibrio approvato nel luglio 2023.
Le carte e il caso della nota del 20 marzo
La conferenza stampa parte dalla disponibilità degli atti. “Abbiamo convocato questo incontro perché le carte le abbiamo – spiega Antonella Russo – le abbiamo richieste formalmente e ci sono state consegnate. È singolare che altri candidati, che sono stati al governo della città negli ultimi anni, non ne fossero a conoscenza”.
Un passaggio che diventa anche politico quando la candidata si sofferma sulle dichiarazioni dell’ex sindaco. “Ancora più sorprendente – aggiunge – è che Basile abbia sostenuto fino a pochi giorni fa di non sapere nulla di una nota arrivata al Comune il 20 marzo sul piano di riequilibrio”.
Disavanzo e incognite sui conti
Nel merito, il quadro delineato dal centrosinistra appare critico. “Il Comune di Messina risulta in disavanzo sia nel 2023 che nel 2024 – sottolinea Russo – e non abbiamo ancora certezze sul 2025, perché è in corso il riaccertamento straordinario dei residui”.
Un elemento che alimenta dubbi sulla reale tenuta finanziaria dell’ente, anche alla luce della scadenza fissata dalla Corte dei conti al 9 aprile per fornire chiarimenti. Termine che, secondo quanto riferito, non sarebbe stato rispettato attraverso una risposta formale scritta.
Anticipazioni di tesoreria sotto osservazione
Ad approfondire il quadro tecnico è Alessandro Russo, che punta l’attenzione sul ricorso alle anticipazioni di tesoreria. “Non si tratta di un fenomeno fisiologico – spiega – ma di un utilizzo massiccio e sistematico”. Il meccanismo riguarda l’anticipo di risorse comunali per finanziare progetti sostenuti da fondi extra bilancio, spesso di provenienza europea o nazionale. Tuttavia, il consigliere evidenzia i rischi: “Queste somme vengono anticipate in attesa della rendicontazione, ma non esiste la certezza che saranno tutte riconosciute. Se ciò non accadesse, il peso ricadrebbe sulle casse comunali”. Una prospettiva che, sottolinea, non è teorica ma già verificatasi in altri contesti.
Il nodo istituzionale e il ruolo dei revisori
Felice Calabrò sposta l’attenzione sul piano istituzionale, partendo dalla gestione della nota della Corte dei conti. “Formalmente è un atto ordinario – osserva – ma nella sostanza è molto rilevante. La Corte si rivolge all’organo di revisione, che dovrebbe essere il soggetto deputato a relazionare”. Da qui il dubbio: “Perché a Palermo sono andati la segretaria generale e il ragioniere generale? È una scelta legittima, ma politicamente pone interrogativi. Perché non i revisori? E perché non il commissario straordinario?”.
Il consigliere richiama anche alcune operazioni contabili, tra cui transazioni e gestione dei debiti fuori bilancio, evidenziando possibili criticità sugli equilibri finanziari.
Le tre domande e la richiesta di audizione
La sintesi politica arriva ancora da Antonella Russo, che rilancia tre quesiti diretti: “Nel 2023 e nel 2024 il Comune è in disavanzo? È oggi un ente strutturalmente deficitario? Il ricorso alle anticipazioni di tesoreria è aumentato?”.
Domande che, sottolinea, richiedono risposte chiare e documentate. Per questo sarà formalizzata la richiesta di convocazione urgente della Commissione bilancio, con la presenza di segretaria generale, ragioniere, revisori e commissario straordinario.
“È un passaggio necessario – conclude Russo – per garantire trasparenza e responsabilità sul futuro della città e per avviare un’operazione verità sui conti del Comune che chiediamo da anni”.





