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INTERVISTA D’Arrigo a Radio Taormina Tv: “Il Sud perde i suoi giovani, serve una strategia per fermare la fuga dei talenti”

L'ex presidente dell'Agenzia Nazionale per i Giovani commenta i dati Istat elaborati dal Sole 24 Ore, dal 2019 il Mezzogiorno ha perso 313 mila residenti tra i 18 e i 35 anni

MESSINA – Il Mezzogiorno continua a perdere i suoi giovani e, con loro, competenze, innovazione e prospettive di sviluppo. Ospite della trasmissione Tao Mattina Live di Radio Taormina Tv, condotta da Carmelo Caspanello, Giacomo D’Arrigo, già presidente dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, ha commentato i dati pubblicati dal Sole 24 Ore, elaborati su base Istat, che fotografano una tendenza sempre più allarmante: dal 2019 il Sud e le Isole hanno perso 313 mila residenti tra i 18 e i 35 anni.

Un fenomeno che colpisce in modo particolare anche la Sicilia, dove la popolazione giovanile è diminuita del 7,3%, mentre regioni come Calabria e Basilicata superano il 10% di calo. Nello stesso periodo il Nord continua invece a crescere, confermando un divario territoriale che rischia di ampliarsi ulteriormente. Secondo D’Arrigo, il problema non riguarda soltanto il numero di giovani che lasciano il Mezzogiorno, ma soprattutto il fatto che sempre meno di loro scelgono di tornare: “Fare un’esperienza fuori è una ricchezza – ha spiegato –. Il vero nodo è che il Sud non viene più percepito come un luogo nel quale costruire il proprio futuro professionale e familiare”. Nel corso dell’intervista è stato evidenziato come negli ultimi anni sia cambiato anche il profilo di chi parte. Non emigrano più soltanto studenti o lavoratori in cerca della prima occupazione, ma sempre più spesso laureati, ricercatori, professionisti e figure altamente specializzate. Una perdita che impoverisce il tessuto produttivo e rende più difficile attrarre investimenti e creare nuova occupazione.

Per D’Arrigo, la cosiddetta fuga dei cervelli rappresenta un’emergenza che va affrontata con politiche strutturali e non con interventi episodici: “Servono strategie di lungo periodo capaci di creare opportunità concrete, mettendo in connessione formazione, università, ricerca e sistema produttivo”. Tra le priorità indicate figurano il pieno utilizzo delle risorse europee, il rafforzamento delle università meridionali, il sostegno all’innovazione e la valorizzazione del capitale umano. Un ruolo strategico, secondo D’Arrigo, può essere svolto anche dalla Sicilia, grazie alla sua posizione nel Mediterraneo e ai rapporti economici sempre più rilevanti con i Paesi del Nord Africa. Fondamentale sarà inoltre migliorare i servizi destinati ai giovani e alle famiglie, creando contesti nei quali sia possibile progettare il proprio futuro senza essere costretti a trasferirsi altrove. “Il Mezzogiorno – ha osservato – non deve limitarsi a inseguire il modello del Nord, ma costruire una propria identità economica valorizzando le proprie eccellenze, la ricerca, il turismo, l’innovazione e le filiere produttive legate al territorio”.