S. TERESA DI RIVA – Dopo 22 anni di attività, l’associazione Amici di Onofrio Zappalà chiude la propria esperienza. L’annuncio è arrivato al termine della ventunesima edizione del Premio Zappalà “Incontro alla vita” e ha fatto calare il silenzio tra le numerose persone presenti ieri sera a Villa Ragno, a Santa Teresa di Riva. Una notizia che ha segnato la conclusione di una serata dedicata alla memoria, alla legalità e alla fiducia nelle nuove generazioni. Per oltre due decenni l’associazione ha custodito e trasmesso il ricordo di Onofrio Zappalà, vittima della strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, trasformando una ferita personale e collettiva in un percorso educativo rivolto soprattutto agli studenti.
Ventidue anni di memoria e impegno civile
A portare avanti questo cammino sono stati, tra gli altri, Antonello D’Arrigo e Natale Caminiti, compagni di classe di Onofrio. Il loro impegno ha permesso di mantenere vivo il legame tra la storia del giovane e la comunità della riviera ionica, promuovendo incontri, iniziative e momenti di confronto sui valori della giustizia, della responsabilità e della partecipazione civile.
La chiusura dell’associazione non cancella il lavoro svolto, ma apre una questione che coinvolge le istituzioni, la scuola e l’intera comunità: individuare nuove forme attraverso le quali continuare a raccontare la storia di Onofrio e consegnarne il significato alle generazioni future.
Le borse di studio agli studenti
Nel corso della serata sono state consegnate le borse di studio agli alunni dell’Istituto comprensivo di Santa Teresa di Riva. Un riconoscimento al loro impegno e, nello stesso tempo, un invito a proseguire il percorso scolastico mettendo al centro la legalità, il rispetto e il coraggio di scegliere ciò che è giusto.
Un ruolo importante è stato svolto dall’istituto guidato dalla dirigente scolastica Enza Interdonato e dalla referente del progetto Agata Basile, che hanno accompagnato gli studenti in un’esperienza capace di unire conoscenza storica, educazione civica e consapevolezza.
Le testimonianze degli ospiti
Alla manifestazione hanno partecipato Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i minorenni di Catania; Margherita Asta, figlia e sorella di vittime della mafia; e Filippo Pennisi, presidente emerito della Corte d’Appello di Catania.
Le loro testimonianze hanno offerto differenti prospettive sul valore della giustizia, sulla tutela dei giovani e sulla necessità di contrastare ogni forma di violenza e sopraffazione. Parole che hanno rafforzato il messaggio centrale del Premio: la memoria non deve limitarsi alla commemorazione, ma deve diventare uno strumento per comprendere il presente e costruire una società più responsabile.
L’annuncio finale ha inevitabilmente cambiato il clima della serata. Con la chiusura dell’associazione termina un’esperienza durata 22 anni, ma non può interrompersi il percorso avviato. Il ricordo di Onofrio Zappalà rappresenta ormai un patrimonio della comunità. Toccherà adesso alle istituzioni, alla scuola e ai cittadini raccogliere il testimone, affinché quella memoria continui a vivere e a parlare soprattutto ai giovani.






