Fondazione Taormina Arte Sicilia
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VIDEO Gallodoro, torna “U Sceccu pacciu”: l’asino pirotecnico rincorre la folla

All’interno della struttura, una persona ne guida i movimenti dando vita a uno dei momenti più attesi della festa

GALLODORO – Un asino che sembra impazzire tra la folla, scintille che illuminano la sera e decine di persone pronte a correre non appena cambia direzione. A Gallodoro si è rinnovato l’appuntamento con lo “Sceccu Pacciu”, una delle espressioni più particolari della tradizione popolare del territorio. Come avviene il 16 agosto, nel contesto delle celebrazioni dedicate a San Rocco che seguono la festa dell’Assunta, il piccolo centro collinare del Messinese è tornato a vivere una serata nella quale il confine tra spettatore e protagonista praticamente scompare. Chi assiste non rimane infatti semplicemente ai margini: l’arrivo dello “Sceccu” scatena corse, cambi di direzione e il caratteristico movimento della folla che costituisce parte integrante della rappresentazione.

L’uomo nascosto dentro lo “Sceccu”

A rendere ancora più particolare la scena è il modo in cui l’asino viene animato. Dentro la struttura si trova infatti una persona che la indossa e ne controlla i movimenti. È l’uomo nascosto all’interno a far avanzare lo “Sceccu Pacciu”, a farlo voltare improvvisamente e soprattutto a dirigersi verso le persone presenti, dando origine alle corse che caratterizzano la serata.

La struttura richiama le sembianze di un asino ed è associata all’utilizzo di elementi pirotecnici. Quando entrano in scena fuoco e scintille, la figura cambia completamente aspetto: quello che nella cultura contadina è tradizionalmente un animale domestico diventa per qualche minuto imprevedibile, rumoroso e apparentemente incontrollabile.

Quando il pubblico diventa parte della tradizione

È proprio il rapporto con le persone a rendere lo “Sceccu Pacciu” diverso da una semplice esibizione. Non esiste una separazione netta tra ciò che accade e chi guarda. L’asino si muove nello spazio condiviso con il pubblico e la reazione delle persone diventa parte dello spettacolo: qualcuno aspetta il suo arrivo, qualcuno cerca di avvicinarsi e altri iniziano a correre non appena lo vedono cambiare direzione.

Una dinamica che si ripete di generazione in generazione e che continua a richiamare anche chi raggiunge Gallodoro appositamente per assistervi.

Una delle maschere di fuoco della tradizione siciliana

Lo “Sceccu Pacciu” non rappresenta un caso completamente isolato nel patrimonio popolare della Sicilia orientale. Studi di carattere demoetnoantropologico hanno documentato in diversi centri dell’area messinese la presenza di maschere zoomorfe legate al fuoco e alla dimensione festiva. Ogni comunità ha sviluppato nel tempo forme e modalità differenti, ma rimangono alcuni elementi ricorrenti: l’animale, il movimento, il rumore, il fuoco e soprattutto il coinvolgimento diretto della collettività. Nel caso di Gallodoro è lo “Sceccu”, l’asino, a essere diventato il protagonista di una tradizione riconoscibile e strettamente legata al paese.

Gallodoro continua a tramandare lo “Sceccu Pacciu”

Al di là dell’impatto delle immagini, è proprio la continuità a rappresentare uno degli aspetti più significativi dell’appuntamento. Ogni nuova edizione permette infatti alla tradizione di essere conosciuta anche dalle generazioni più giovani e da chi arriva da fuori. Non soltanto attraverso fotografie, racconti o testimonianze del passato, ma partecipando direttamente a ciò che accade nelle strade. Poi arriva il momento più atteso: l’uomo entra nella struttura, lo “Sceccu Pacciu” prende vita e la gente comincia a correre.