Fondazione Taormina Arte Sicilia
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INTERVISTA TourAutism 2026, da Casoria alla Sicilia: 24 ragazzi in viaggio per conquistare nuove autonomie

Gianluca Caputo, responsabile nazionale Tma, racconta il progetto che porta i ragazzi fuori dagli ambienti abituali per lavorare su autonomia, responsabilità, relazioni e problem solving

Un viaggio attraverso l’Italia per trasformare la quotidianità in un esercizio concreto di autonomia, relazione e inclusione. È lo spirito di TourAutism 2026, il progetto che prende il via da Casoria con un camper destinato ad attraversare il Paese coinvolgendo complessivamente 24 ragazzi con disturbo dello spettro autistico. A raccontare obiettivi e caratteristiche dell’iniziativa è stato Gianluca Caputo, responsabile nazionale Tma – Terapia Multisistemica in Acqua Metodo Caputo-Ippolito, ospite di “Tao Mattina Live”, la trasmissione di Radio Taormina condotta da Carmelo Caspanello.

Il progetto parte da un principio semplice: portare i ragazzi fuori dagli ambienti abituali e trasformare un viaggio, con tutto ciò che comporta in termini di organizzazione, convivenza e imprevisti, in un’occasione per mettere alla prova e sviluppare competenze utilizzabili nella vita di tutti i giorni. Il primo equipaggio, composto da quattro ragazzi, parte il 18 settembre da Casoria, in provincia di Napoli, con destinazione Siracusa. Qui, il 20 settembre, avverrà il passaggio di testimone ad altri quattro giovani del territorio, che proseguiranno il percorso. Complessivamente saranno sei le tappe e 24 i partecipanti, all’interno di una rete che coinvolge i Centri Tma di Mediglia, Casoria, Arezzo e Siracusa.

Il viaggio toccherà anche Roma, Verona, Brescia, Firenze, Cosenza, Messina e Catania. Ma TourAutism non si limita agli spostamenti da una città all’altra. Lungo il percorso sono previste attività sportive, incontri con le scuole, momenti di confronto con le comunità ed esperienze lavorative. Ogni situazione diventa così parte del progetto educativo. Preparare i propri effetti personali, rispettare gli orari, condividere gli spazi, collaborare con gli altri e affrontare un cambiamento di programma sono azioni apparentemente ordinarie che, durante il viaggio, possono diventare strumenti per lavorare sull’autonomia, sulla responsabilità, sull’adattamento e sulla capacità di risolvere problemi.

Una delle esperienze previste in Sicilia riguarda proprio il mondo del lavoro. Il 19 settembre, a Brucoli, i ragazzi saranno coinvolti in attività di cucina e servizio in sala durante una cena solidale. Un’occasione per sperimentarsi in un contesto reale, confrontandosi con compiti, tempi, responsabilità e relazioni con altre persone. Il percorso siciliano assume un ruolo importante anche per la presenza di Messina e Catania tra le città interessate dall’iniziativa. Il tour punta infatti a costruire una rete che non coinvolga soltanto operatori e centri specializzati, ma anche famiglie, scuole e comunità locali, nella convinzione che il tema dell’inclusione non possa restare confinato agli ambienti terapeutici.

Alla base del progetto c’è l’esperienza della Terapia Multisistemica in Acqua Metodo Caputo-Ippolito, di cui Gianluca Caputo è responsabile nazionale. L’ambiente acquatico viene utilizzato all’interno di un percorso che lavora sulla relazione, sulla comunicazione e sulle autonomie, con l’obiettivo di trasferire progressivamente le competenze acquisite anche nella quotidianità. Un percorso che sul territorio siciliano ha incontrato anche esperienze nate direttamente all’interno delle famiglie. È il caso di Stefano Chiavetta, originario di Santa Teresa di Riva e padre di un ragazzo con autismo, che dopo l’esperienza vissuta personalmente ha scelto di lasciare il precedente lavoro e diventare operatore Tma.

TourAutism prova quindi ad allargare ulteriormente il campo. L’acqua lascia spazio alle strade, alle città, alla convivenza in camper, agli incontri e alle esperienze lavorative. Il principio resta però quello di utilizzare situazioni concrete per favorire capacità che possano accompagnare i ragazzi anche al termine del progetto. Un aspetto centrale riguarda proprio ciò che resterà una volta concluso il viaggio. La sfida non è soltanto riuscire ad affrontare una tappa o un’attività, ma trasferire quanto sperimentato alla vita di ogni giorno: dalla gestione personale alla scuola, dalle relazioni sociali fino, quando possibile, all’inserimento lavorativo. Il camper diventa così uno strumento e non il punto di arrivo. Sei tappe e 24 ragazzi per un progetto che prova a costruire autonomia fuori dagli ambienti protetti, mettendo i partecipanti di fronte alle piccole e grandi situazioni della quotidianità. Perché il risultato più importante di TourAutism sarà quello che continuerà a viaggiare con loro anche quando il camper avrà terminato il suo percorso.