Fondazione Taormina Arte Sicilia
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Politica

Messina Social City, stop al contratto di servizio. L’opposizione: “La maggioranza si arrende, si ricomincia da capo”

Seduta chiusa dopo la nota della segretaria generale Rossana Carrubba. Il contratto dovrà tornare in Consiglio con una nuova convocazione. Le opposizioni attaccano la maggioranza e chiedono un atto corretto e completo

MESSINA – La seduta si chiude praticamente prima di cominciare e il contratto di servizio della Messina Social City torna al punto di partenza. A Palazzo Zanca arriva un nuovo colpo di scena nella lunga discussione sull’atto destinato a disciplinare i rapporti tra il Comune e l’azienda speciale che gestisce una parte centrale del sistema dei servizi sociali cittadini. Il presidente del Consiglio comunale, Massimiliano Minutoli, ha dichiarato conclusa la sessione dopo la lettura di una nota della segretaria generale Rossana Carrubba, predisposta anche in risposta ai quesiti formulati nei giorni scorsi dal consigliere d’opposizione Marcello Scurria. La proposta di delibera numero 161 del 3 agosto scorso riguarda l’approvazione dello schema di contratto di servizio tra Comune e Messina Social City. Il valore dell’affidamento indicato negli atti e nelle precedenti sedute è di circa 53,8 milioni di euro nel triennio. Il percorso consiliare era già stato segnato da contestazioni sulla documentazione, sui bilanci, sui pareri e sulle procedure seguite per gli emendamenti.

La nota di Carrubba e la chiusura della sessione

È stato il documento della segretaria generale a determinare il nuovo scenario. Nella nota Carrubba, prendendo atto delle contestazioni formalmente sollevate, ha evidenziato il venir meno di quella sostanziale condivisione dell’Assemblea che negli anni aveva accompagnato la prassi dell’aggiornamento dei lavori, prospettando quindi la conclusione della sessione. Minutoli ha seguito questa indicazione e ha chiuso i lavori senza arrivare alla discussione e alla votazione del contratto.

Il risultato è che il percorso consiliare dovrà ripartire attraverso una nuova convocazione. Il contratto di servizio della Social City, già al centro di diverse sedute e di un confronto particolarmente acceso tra maggioranza e opposizione, resta dunque ancora senza il via libera dell’Aula.

Richieste di parere, cambia la procedura

Un altro passaggio della nota di Carrubba è destinato ad alimentare il confronto politico e istituzionale. La segretaria generale ha chiarito le modalità attraverso cui dovranno essere formulate le richieste di parere: non direttamente dal singolo consigliere, ma per il tramite del presidente del Consiglio. Un’indicazione che arriva proprio dopo i quesiti posti da Scurria e che apre un ulteriore fronte nei rapporti tra consiglieri, presidenza e struttura amministrativa. Già nella seduta precedente erano emersi dubbi sulla completezza della documentazione e sulle procedure. In particolare, il confronto aveva riguardato i bilanci della Social City, gli allegati alla proposta e la riapertura dei termini per la presentazione degli emendamenti.

Le opposizioni: “Si ricomincia da capo”

La reazione delle opposizioni è arrivata subito dopo la conclusione dei lavori. I consiglieri di Fratelli d’Italia, Partito democratico, Lega, Popolari e Autonomisti-Grande Sicilia e Scurria sindaco si sono riuniti fuori dall’Aula e hanno affidato a un documento comune la loro lettura politica dell’accaduto. Secondo le opposizioni, la chiusura della sessione rappresenterebbe una “resa della maggioranza”. Nel documento sottolineano che non si è aperto il dibattito e non si è proceduto al voto, sostenendo quindi che il percorso dell’atto debba ricominciare.

I gruppi attribuiscono alla maggioranza la responsabilità dei rinvii e delle difficoltà incontrate dalla proposta, contestando la modalità con cui la delibera è stata predisposta e portata all’esame del Consiglio. Si tratta della posizione politica delle opposizioni, che chiedono ora che il nuovo atto arrivi in Aula completo della documentazione e dei passaggi ritenuti necessari. Particolare attenzione viene posta sui servizi sociali. Le opposizioni ricordano che il precedente contratto è scaduto nell’agosto 2025 e chiedono che il nuovo rapporto tra Comune e azienda speciale venga definito rapidamente, salvaguardando utenti e lavoratori. La scadenza del precedente contratto e il lungo iter del nuovo schema erano già stati al centro del confronto in Commissione e in Consiglio.

Prima dell’Aula la richiesta della commissione d’inchiesta

La giornata politica era cominciata, poche ore prima della seduta, con un nuovo affondo del gruppo Scurria sindaco. Marcello Scurria, Pippo Capurro e Simona Contestabile avevano convocato una conferenza stampa per annunciare la volontà di chiedere l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla Messina Social City. L’obiettivo dichiarato è approfondire l’attività dell’azienda speciale e verificare gli atti adottati negli ultimi anni, con attenzione anche alle condizioni dei lavoratori. Per arrivare all’istituzione della commissione, secondo quanto riferito dal gruppo, sarà necessario raccogliere la richiesta dei due quinti del Consiglio comunale.

Contestabile aveva contestato anche la riapertura dei termini per gli emendamenti, sostenendo che proprio quella scelta avesse consentito la presentazione di nuove proposte di modifica. Capurro aveva invece richiamato le questioni già sollevate durante il confronto consiliare, tra cui il parere dei revisori e la documentazione allegata alla delibera, chiedendo un atto completo prima del voto. Scurria aveva allargato il confronto alla gestione complessiva della Social City, annunciando la volontà di approfondire ulteriormente documenti, servizi e procedure. Nei giorni precedenti aveva inoltre reso noto di avere interessato organismi di controllo sulle criticità che, a suo giudizio, sarebbero presenti nell’iter del contratto.

Il contratto resta ancora senza voto

Il nodo politico e amministrativo resta dunque aperto. La Messina Social City è chiamata a gestire servizi di particolare rilevanza per la città, mentre il nuovo schema contrattuale prevede un affidamento triennale da oltre 53 milioni di euro, al netto di ulteriori risorse extrabilancio richiamate nel dibattito politico. Dopo settimane di sedute, emendamenti, pregiudiziali e richieste di chiarimento, il Consiglio non è ancora arrivato al voto definitivo. La prossima tappa sarà una nuova convocazione da parte del presidente Minutoli. Sarà allora che maggioranza e opposizioni torneranno a confrontarsi su un contratto diventato uno dei principali terreni di scontro politico a Palazzo Zanca.