S. TERESA DI RIVA – Offrire ai giovani cresciuti in famiglie legate alla criminalità organizzata la possibilità di scegliere un futuro diverso, libero dai condizionamenti e dalle logiche mafiose. Questo il messaggio al centro dell’incontro “Liberi di scegliere”, promosso dai Lions e Leo Club di Santa Teresa di Riva e ospitato il 16 ottobre nella suggestiva cornice di Villa Crisafulli-Ragno. Un appuntamento dedicato alla legalità, alla prevenzione e al riscatto sociale, che ha visto la partecipazione di numerosi studenti del Liceo Caminiti-Trimarchi di Santa Teresa di Riva e dell’Istituto di istruzione superiore Salvatore Pugliatti, sede di Furci Siculo. Protagonista dell’iniziativa Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i minorenni di Catania ed ex presidente del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, che ha ripercorso la propria esperienza professionale e illustrato il percorso alla base del progetto, nato per offrire nuove opportunità ai minori provenienti da ambienti familiari segnati dalla presenza della criminalità organizzata.
Il progetto di Di Bella: una possibilità di riscatto per i figli delle mafie
“I ragazzi non scelgono dove nascere, ma hanno il diritto di scegliere chi diventare”. È questa la riflessione con cui il magistrato ha sintetizzato il significato di un’iniziativa che mette al centro il diritto dei minori a costruire autonomamente il proprio percorso di vita. Durante l’incontro, moderato dalla presidente del Lions Club Santina Intersimone, Di Bella ha raccontato le esperienze maturate negli anni trascorsi alla guida del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, dove ha affrontato da vicino le difficoltà dei ragazzi cresciuti all’interno di famiglie appartenenti alla ‘ndrangheta. Un impegno sviluppatosi inizialmente attraverso specifici interventi giudiziari a tutela dei minori e successivamente attraverso la definizione di un protocollo istituzionale, il cui percorso ha contribuito al riconoscimento legislativo del progetto. Un modello che propone una terza via nel contrasto alle organizzazioni mafiose, affiancando all’azione repressiva dello Stato un percorso di protezione, educazione e reinserimento sociale rivolto alle nuove generazioni con l’obiettivo di interrompere la trasmissione dei modelli criminali da una generazione all’altra, offrendo ai ragazzi strumenti concreti per affrancarsi dai condizionamenti familiari e scegliere liberamente il proprio futuro.
Il contributo delle istituzioni e della rete territoriale
All’incontro, svoltosi alla presenza del governatore Lions del Distretto 108 YB Giuseppe Walter Buscema, sono intervenuti anche la presidente del Leo Club Benedetta Saglimbeni, la presidente della terza Circoscrizione Lions Rosa Torre, il delegato della prima Area Leo Giuseppe Testa e la delegata del service regionale Eloisa Amarù. A portare il proprio contributo anche Giorgia Gruttadauria, direttrice del carcere di Bicocca, insieme ad alcuni dei più stretti collaboratori del magistrato: Roberta Montalto, responsabile dell’ufficio di servizio sociale per i minorenni di Catania, Maria Baronello, responsabile dell’analogo ufficio di Messina, ed Enrico Interdonato, psicologo. Particolarmente significativo il confronto con gli studenti presenti, che hanno avuto l’opportunità di approfondire i temi della legalità, della responsabilità individuale e delle possibilità di emancipazione dai contesti criminali.
L’impegno dei Lions e il dialogo con gli studenti
A concludere i lavori è stato il governatore Lions Giuseppe Walter Buscema, che ha ricordato come “Liberi di scegliere” rappresenti uno dei service distrettuali dell’associazione, illustrando le iniziative concrete messe in campo dai Lions per sostenere la rete istituzionale impegnata nell’attuazione del progetto. All’appuntamento hanno preso parte anche le autorità locali, tra cui il sindaco di Santa Teresa di Riva Danilo Lo Giudice e la vicesindaca e assessora ai servizi sociali Annalisa Miano, a testimonianza dell’attenzione del territorio verso i percorsi di educazione alla legalità e tutela delle nuove generazioni. L’iniziativa ha rappresentato un’occasione di confronto diretto tra magistratura, istituzioni, associazionismo e mondo della scuola, ribadendo il ruolo fondamentale dell’educazione nella prevenzione dei fenomeni mafiosi. Un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani: il contesto in cui si nasce non deve necessariamente determinare quello in cui si sceglie di vivere.





